
Un libro che mi ha, letteralmente, trasportato in un’altra dimensione.
La trama di Sherazade lucana segue un percorso autobiografico e romanzato della vita di Gina Labriola, l’autrice stessa, che si cala nei panni della narratrice eponima.
L’opera è un resoconto della vita dell’autrice, che si paragona a Sherazade, l’eroina delle Mille e una notte. In un parallelismo con la storia originale, Labriola racconta la sua vita a un re immaginario, Shariar, e a un altro uomo, Giovanni, come espediente per sopravvivere e per esprimere la sua essenza più profonda.

La narrazione si sviluppa come un viaggio, sia fisico che interiore, che parte dalla sua terra d’origine, la Basilicata (da qui l’aggettivo “lucana”), e la porta fino in Bretagna. Durante il percorso, Labriola incontra diversi personaggi maschili, che la condizionano e la formano.
Il romanzo è un insieme di storie, ricordi e riflessioni. L’autrice intreccia fatti realmente accaduti con elementi surreali, mescolando sogni, favole e miti alla realtà.
Tra i temi principali, ci sono le passioni, le disillusioni, le speranze e la costante ricerca di un’espressione artistica, sia nella scrittura che nella pittura.

L’e-book è stato pubblicato dopo la morte di Gina Labriola, grazie al lavoro tenace dei suoi figli. L’autrice lo aveva terminato poco prima di morire, lasciandolo come suo testamento letterario.
Come afferma Angela Milella in un articolo del blog LucaniArt, il libro può essere paragonato a un “paniere di ostriche”, dove ogni storia raccontata è una perla che racchiude un pezzo di vita e di sentimento dell’autrice.
Un libro da leggere e comprendere fino in fondo, custodendolo nel cuore.

