
Diretto e interpretato da Kenneth Branagh (nel ruolo di Victor Frankenstein), con Robert De Niro come il Mostro, il film “Frankenstein di Mary Shelley” del 1994 ha ricevuto recensioni contrastanti da parte della critica. Se da un lato è stato apprezzato per la sua fedeltà al romanzo originale, la regia “vibrante” e le interpretazioni , dall’altro ha diviso per il suo stile a volte eccessivo e l’approccio controverso.
Molti critici hanno elogiato l’impegno del regista nel riportare sullo schermo la storia così come scritta da Mary Shelley, discostandosi dalle precedenti versioni cinematografiche che si prendevano maggiori libertà.

La performance di Robert De Niro nei panni del mostro è stata molto apprezzata. Viene descritta come un’interpretazione “dolente, rabbiosa e profondamente umana”, che enfatizza l’emarginazione e il rifiuto sociale vissuti dalla creatura, inizialmente di indole buona. Lo stile di Branagh, invece, è stato notato per la sua energia e l’uso di location suggestive (Scozia e Inghilterra) che ricreano un’atmosfera gotica. Alcune recensioni hanno criticato il film per il suo tono eccessivamente melodrammatico, a volte frenetico, che poteva risultare sopra le righe.
Nonostante la fedeltà, il film non ha ottenuto un successo unanime, venendo talvolta etichettato come un “cult dimenticabile” o “incompreso”.
“Frankenstein di Mary Shelley” è stato visto come un tentativo ambizioso e visivamente potente di rendere giustizia al romanzo, ma la sua accoglienza è rimasta polarizzata tra chi ne ha apprezzato l’intensità e chi lo ha trovato eccessivo.


Un cult è per definizione un film indimenticabile, altrimenti non sarebbe un cult. Ergo, chi ha definito il Frankenstein di Kenneth Branagh un cult dimenticabile ha partorito un’espressione senza senso.
Riguardo al film che hai recensito in questo post, ricordo che lo guardai addirittura in videocassetta, e che mi tenne incollato allo schermo proprio perché era eccessivo. Se invece avesse avuto un’impostazione lenta, riflessiva e priva di scene truculente, a quel punto non sarebbe stato un horror, e sarebbe stato anche molto noioso. Ergo, anche qua guardare un horror come Frankenstein e poi dire a Kenneth Branagh che è stato eccessivo è come andare a mangiare il sushi e poi criticare lo chef perché il pesce è crudo: lo sapevi fin dall’inizio che doveva essere così, quindi non puoi lamentarti.
P.S.: Helena Bonham Carter era all’apice della bellezza in Camera con vista, ma anche qua era davvero incantevole. Poi si è lasciata parecchio andare, non solo fisicamente, ma anche a livello di carriera: sono più di 10 anni che non viene candidata agli Oscar.
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