
Tra le tante personalità letterarie del panorama lucano, ve n’è una molto particolare, anche se poco conosciuta.
Giuliana Brescia (Rionero in Vulture, 1945 – Bari, 1973) è stata una poetessa italiana, soprannominata la “piccola Saffo lucana”.
Una vita breve e tormentata la sua, culminata nel suicidio all’età di appena 28 anni.

Nativa della Lucania, terra che portava sempre con affetto nel cuore, si trasferì a Bari e qui morì, gettandosi dal quarto piano di un palazzo nel 1973.
La sua esistenza fu caratterizzata da una profonda sensibilità e da un tormento interiore che si riflettono intensamente nei suoi versi, talvolta sofferenti ed accorati.
Di lei, poco ci è stato trasmesso della sfera privata: si sa solo che il suicidio fu vissuto con estremo dolore da parte della famiglia e che, al momento della tragedia, non vi era accanto nessun particolare legame affettivo.

Troppa fragilità, solitudine e privazioni avevano annientato l’anima della donna.
I resoconti la descrivono come una persona con momenti di gioia e voglia di vivere, alternati a un “implacabile destino”. Tutti raccontati come una vera ed intensa altalena emotiva, che minava implacabilmente la psiche della poetessa.
I componimenti trattavano diversi temi legati all’amore, al dolore e alla solitudine.
In vita, non ebbe modo di pubblicare nulla e non conosciamo il motivo di tale silenzio.
Delle sue produzioni rimane una raccolta di poesie, raccolte dalla famiglia a seguito del suicidio, che costituiscono il nucleo della sua eredità letteraria.
Tra le opere principali, o comunque a lei associate, figura la raccolta “Luce di poesia” e componimenti vari.
I suoi testi, spesso brevi e intensi, sono stati definiti “versi affiorati dai cassetti”.
Un frammento che trovo estremamente suggestivo recita: “Avere parole, parole da riempire tutta la mia camera buia e sentirle alitarmi sul viso che son vive”.
Recentemente la figura di questa poetessa è stata oggetto di convegni e ricordi, in particolare nella sua regione natale, che ne hanno preservato la memoria e l’importanza nel panorama della poesia lucana.
Una luce di bellezza da un cuore infinitamente straziato.

