
Oggi il nostro viaggio in Basilicata racconta di un personaggio molto particolare e, per molti aspetti che andremo ad analizzare, anche dannato.
Carlo Gesualdo da Venosa (1566-1613) è stato un compositore e nobile italiano del tardo Rinascimento, noto sia per la sua musica incredibilmente innovativa e armonicamente complessa che per un tragico evento personale: l’omicidio della sua prima moglie e del suo amante.
Nato a Venosa (oggi in Basilicata), in una famiglia aristocratica, Gesualdo era Principe di Venosa e Conte di Conza.
Sposò sua cugina, Maria d’Avalos, nel 1586.

Un fatto tragico ne sconvolse profondamente la vita: nel 1590, sorprese la moglie in flagrante adulterio con Fabrizio Carafa, Duca d’Andria, e li uccise entrambi nel loro letto a Napoli.
Data la sua posizione nobiliare, non fu mai perseguito penalmente per il duplice omicidio.
Questo evento traumatico segnò profondamente tutta l’esistenza, portandolo a ritirarsi in isolamento nel suo castello a Gesualdo, in Irpinia, dove si dedicò intensamente alla composizione e all’espiazione.
Fece anche edificare chiese e conventi per i Domenicani e i Cappuccini.
L’opera di Gesualdo si distingue per il suo stile unico e all’avanguardia per l’epoca, caratterizzato da un’espressività intensa e da ardite sperimentazioni armoniche che precorrevano il Barocco.
La produzione si compone principalmente di Madrigali e musica sacra.

I Madrigali rappresentano il cuore di tutto l’operato.
Esso si compongono di ben sei libri a cinque voci, celebri per l’uso audace del cromatismo, dissonanze spinte e improvvisi cambiamenti dinamici e di tempo, volti a rispecchiare fedelmente il significato emotivo del testo poetico (spesso di Torquato Tasso e altri).
Esempi noti includono “Luci serene e chiare”.
Oltre alla musica profana, compose anche musica sacra, che riflette il suo stile distintivo. Tra queste spiccano i “Responsoria et alia ad Officium Hebdomadae Sanctae spectantia” (Responsori e altre musiche per l’Officio della Settimana Santa), pubblicati nel 1611, un capolavoro di musica sacra che mantiene la sua complessa e innovativa armonia.
La musica di Gesualdo, sebbene non ampiamente eseguita e riconosciuta a suo tempo, è oggi lodata per la sua unicità e profondità, continuando a essere oggetto di studio e ammirazione nel panorama musicale.

