Donata ed una dolcemente delicata poesia.

Ti cerco nelle radici della mia pena,

nella notte dei sensi,

nel bagliore che accende

la mente e il cuore.

Disperiamo la mia vita.

Non sei mai bella come la struggente volontà di cercarti.

Nè semplice come la roccia,

l’acqua, lo stelo.

Nè vera come l’anima che manifesti.

Ma sei tutto, parola:

dolore dell’uomo,

amore di Dio.

Donata Doni (pseudonimo di Santina Maccarrone) è stata una poetessa italiana, la cui opera, sebbene copiosa, è rimasta per lo più ai margini del canone letterario del Novecento italiano. Una vita dedicata principalmente all’insegnamento e alla poesia la sua, vissuta nel massimo riservo e semplicità. 

Nata a Lagonegro, in provincia di Potenza, il 24 novembre 1913, si trasferì a Forlì con la famiglia durante la Prima guerra mondiale. Studiò Lettere all’Università di Padova, avendo tra i suoi docenti figure di spicco come Concetto Marchesi. Successivamente, si dedicò all’insegnamento in diverse scuole italiane prima di trasferirsi a Roma, dove lavorò presso il Ministero della Pubblica Istruzione. 

La sua poesia rifletteva un temperamento lirico autentico, con una fantasia delicata e una sincera adesione tra la sua vita e i temi del suo canto. Morì a Roma il 15 dicembre 1972, all’età di 59 anni.

La produzione poetica di Donata Doni non è stata ancora riunita in un unico volume, ma è sparsa in varie raccolte e riviste. Tra le sue opere principali si annoverano: 

  • Amore di poesia (Carabba, Lanciano 1940)
  • Orme di nubi (Il sentiero dell’arte, Pesaro 1949)
  • La carta dispari (Edizioni di Storia e letteratura, Roma 1968) 

Nelle sue poesie si riscontra un linguaggio limpido, asciutto e un lirismo profondo, tutto ciò la rende una “poetessa elegiaca”.

I suoi scritti sono capaci di trasmettere emozioni non comuni e sono attualmente oggetto di riscoperta e analisi da parte degli studiosi. Una riscoperta che, sono sicura, darà preziosi frutti.

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