
Durante la mia ricerca e grazie al supporto di chi mi segue, ho avuto modo di reperire diversi volumi legati al brigantaggio. Una materia complessa, articolata e il cui materiale non è sempre facile da reperire. Sicuramente argomento che andrebbe affrontato adeguatamente, anche in ambito scolastico.
Una di queste opere si è rivelata estremamente prezioso.
Maurizio Restivo, direttore della biblioteca di Potenza, è da sempre un grande esperto di storia locale e profondo conoscitore delle tradizioni. Grazie ad un lavoro certosino e tenace, ha dato vita a qualcosa di unico ed estremamente prezioso.
Il suo libro si intitola “Donne drude brigante. Mezzogiorno femminile rivoluzionario nel decennio post-unitario“.
Non si tratta di un romanzo con una trama di finzione, bensì un saggio storico che analizza il ruolo delle donne nel fenomeno del brigantaggio post-unitario nel Sud Italia.
Tutta l’opera offre un’analisi approfondita della figura femminile nel contesto del brigantaggio meridionale dopo l’Unità d’Italia.
L’autore esamina la vita e le gesta di quelle donne che venivano sprezzantemente definite “drude” (termine dispregiativo usato dai Piemontesi per indicare concubine o donne di malaffare) per il loro coinvolgimento con le bande di briganti.
Il volume si concentra principalmente su come queste donne abbiano partecipato attivamente alla guerriglia, spesso vestendo panni maschili o assumendo ruoli di comando, e sul perché siano state spinte a questa scelta (vendette, ribellione sociale, legami familiari).
L’autore, fin dalle prime pagine, ha un solo, preciso e determinato intento: restituire dignità e visibilità a queste figure, considerate rivoluzionarie nel loro contesto storico, andando oltre la semplice etichetta denigratoria dell’epoca.
Un libro considerato (giustamente) come baluardo di ricerca storica specialistica e dettagliata.
E’ veramente apprezzabile l’accuratezza e l’ampiezza della documentazione, che include tavole a colori e una trattazione estesa su un tema spesso trascurato dalla storiografia ufficiale.
Tesoro inestimabile di ricerca e memoria.

