
San Gerardo Maiella fu un santo eremita e religioso redentorista italiano, noto per la sua umiltà, penitenza e i numerosi miracoli, soprattutto protettore delle mamme, delle partorienti e dei bambini.
Una vita segnata da esperienze mistiche (apparizioni, estasi), servizio, lavoro (sarto) e lotta spirituale, culminando con la morte precoce a Caposele (AV).
Il suo è un culto diffuso, specialmente in Basilicata, dove è patrono.
Nato a Muro Lucano (PZ) nel 1726, figlio di un sarto, perse presto il padre.
Lavorò al servizio del vescovo di Lacedonia, Claudio Albini, dove compì alcuni miracoli, come le chiavi nel pozzo.
In quella occasione, una chiave caduta nel pozzo fu recuperata calando una statua del Bambinello, a cui la chiave si attaccò magicamente. In un’altra, un fazzoletto dimenticato da Gerardo a una bambina le salvò la vita durante un parto difficile, diventando simbolo della sua protezione materna.
Incontrò i Redentoristi durante una missione popolare e si unì alla loro congregazione, nonostante la salute cagionevole.
Divenne un esempio di umiltà, penitenza e gioia, lottando contro il demonio e dedicandosi ai poveri e ai bisognosi.
È celebre anche per altri episodi come il miracolo del panino bianco dove si narra che moltiplicò il pane, donando un pasto ai poveri.
Morì giovane (a 29 anni) di tisi nel convento redentorista di Materdomini (Caposele) il 16 ottobre 1755, dopo aver vissuto fatti prodigiosi anche in punto di morte.

