Corona: una vita a vendere senza sosta e ad ogni costo.

Che fosse un’evento annunciato, oramai, è cosa risaputa: Corona, dovunque vada, è notizia a prescindere. E di questo lui se ne bea.

Nel bene, ma soprattutto nel male. E questo prodotto Netflix rappresenta appieno la sua essenza. Per quanto lo si possa amare o odiare, lui è un personaggio.

La serie ne racconta gli inizi, a Milano, in una famiglia di sani principi e con mezzi economici notevoli, costruiti con sacrificio e costanza da parte di un padre, Vittorio Corona, che ha fatto della correttezza morale e della passione il suo baluardo.

Grande giornalista, e dotato di un carisma unico.

Eppure Fabrizio Corona, figlio maggiore e rampollo della famiglia, decide di rompere con gli insegnamenti del padre e di creare qualcosa di nuovo e totalmente diverso.

Va premesso che quando il fotografo dei Vip inizia a lavorare i primi anni 2000, dove esplode il fenomeno sociale dei tronisti, delle vallette, delle letterine e di tutte quelle figure, senza arte né parte ma dotate di una dose di bellezza inconfutabile, che si sono fatte notare.

E’ il periodo di Costantino Vitagliano per intenderci: un’uomo di cui tutte le adolescenti erano innamorate, bellissimo, ma che di fatto non sapeva mettere insieme un discorso di senso compiuto.

Corona si è trovato al posto giusto e al momento ancora più azzeccato.

Diventando amante platonico del buon Lele Mora. Una delle personalità forse più ingenue dello spettacolo, a mio modesto parere. Quest’ultimo fa entrare il giovane Fabrizio dalla porta principale di un mondo fatato ed incredibile.

Pieno e straripante di soldi.

Non si può infatti raccontare Corona senza parlare di soldi. Nonostante un agio familiare ottimo e confortevole, il denaro è la droga del ragazzo.

Fare soldi, custodirli provoca in lui in piacere di natura quasi sessuale.

Anche durante la narrazione, si comprende quanto guadagnare sia parte del suo essere.

Il suo ed unico amore sono i soldi, solo e soltanto i soldi.

Persino la relazione con Nina Moric, i risvolti, la luna di miele, il matrimonio e la nascita del figlio è un modo per monetizzare.

Senza pudore o scrupolo.

Su Nina Moric vorrei fare una digressione: il ritratto che ne esce è quello di una donna distrutta, malinconica, con diversi problemi e dannatamente triste.

Fa male vederla in uno stato simile. Già fin dalle diverse interviste rilasciate si comprende quanto abbia davvero bisogno di un aiuto. Che nessun compagno le ha mai saputo dare.

Non solo Corona: vi ricordate il teatrino fatto ad hoc dalla D’Urso con tale Mario Favoloso sulla loro relazione?

Da mettere i brividi, una mercificazione delle debolezze senza che nessuno si sia accordo del bisogno disperato di aiuto da parte di questa donna.

Fabrizio Corona mostra qualche segnale di affetto verso l’ex moglie, a cui deve moltissimo in termini di soldi e popolarità.

Non dimentichiamoci che la modella croata è stata, per decenni, la gallina dalle uova d’oro.

Regalando all’uomo una medianicità unica e complessa.

Perché analizzare il personaggio di Fabrizio è un compito assolutamente scomodo.

Guai giudiziari che si mischiano a mascalzonate degne di un emerito coglione fino a delle accuse assurde.

I commentatori, a ben ragione, definiscono il protagonista come un uomo a metà tra menzogna e verità.

Non si sa mai il confine tra bugia e verità nella sua narrazione.

L’incredibile diventa spesso vero e la quotidianità una bugia.

Aldilà della becera polemica sulla necessità o meno della serie, io credo fermamente che ogni prodotto, anche il più scomodo, debba meritare attenzione.

Oscurare Corona porterebbe ad accrescerne ancora di più popolarità e fama.

Lui si bea di tutto questo, nel raccontarsi la sua versione è sempre quella più avvincente, contorta ed unica. Pause studiate, voce suadente, e gesti appassionati.

Vuole incantare i serpenti e primeggiare per ottenere più soldi.

Mi ha fatto riflettere il fatto che in tutta la narrazione non sia mai stato nemmeno menzionata una piccola parola per il figlio: Carlos. Una prova ulteriore che gli affetti non esistono, se non correlati ad un guadagno.

Ma non stupiamoci. Corona senza soldi non esisterebbe, o meglio, respirerebbe.

Una opinione su "Corona: una vita a vendere senza sosta e ad ogni costo."

  1. E’ vero, il rapporto tra Corona e Nina Moric è la parte più straziante del documentario. Non so se è peggiore la parte in cui lui definisce “capolavoro” il fatto di averla convinta ad abortire 2 gemelli (perché altrimenti per un bel pezzo lui non avrebbe monetizzato dal loro rapporto) o la parte in cui lei ricorda ancora con dolore la volta in cui lui le ha chiesto di attirare Ramazzotti in una trappola e scoparselo ripresa dai fotografi per permettere a Corona di ricavarci uno scoop. Anzi no, è peggio la prima delle 2. Sei d’accordo? E quali altre scene ti sono rimaste impresse di questo documentario?

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