L’uomo che andò sulla luna senza mai toccarci i piedi.

Michael Collins è stato un astronauta statunitense celebre per aver pilotato il modulo di comando Columbia durante la storica missione Apollo 11 del 1969. Sebbene non abbia mai camminato sulla Luna, il suo ruolo fu fondamentale per il successo della missione, guadagnandogli il soprannome di “l’uomo più solo della storia” mentre orbitava in solitaria attorno al satellite.
Nato a Roma il 31 ottobre 1930, dove il padre prestava servizio come addetto militare presso l’ambasciata statunitense.
Si diplomò all’Accademia Militare di West Point nel 1952 e intraprese la carriera di pilota di caccia e collaudatore nell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti.
Venne selezionato nel 1963 come parte del terzo gruppo di astronauti della NASA.

Gemini 10 (1966): Collins ha partecipato a questa missione e ha effettuato due passeggiate spaziali (EVA), stabilendo un record di altitudine per l’epoca.
Apollo 11 (1969): Mentre Neil Armstrong e Buzz Aldrin scendevano sulla superficie lunare con il modulo Eagle, Collins rimase in orbita per 28 ore per gestire il modulo di comando necessario al ritorno sulla Terra. Durante ogni orbita sul lato oscuro della Luna, perse ogni contatto radio con il controllo missione.

Dopo il ritiro dalla NASA nel 1970, Collins ha ricoperto ruoli di alto profilo istituzionale e culturale.
Fu Assistente del Segretario di Stato per gli Affari Pubblici e, dal 1971 al 1978, il primo direttore del National Air and Space Museum di Washington, di cui curò l’apertura.
È autore di quello che molti considerano il miglior libro mai scritto da un astronauta, l’autobiografia “Carrying the Fire: Il mio viaggio verso la Luna” (1974). Ha scritto anche Liftoff (1988), una storia del programma spaziale americano.
Interessi personali: Si dedicò alla pittura ad acquerello, spesso ritraendo paesaggi naturali e soggetti legati al volo.

È scomparso il 28 aprile 2021 all’età di 90 anni.

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