Junio Valerio Borghese: il principe nero

So che molti storceranno il naso, e mi poco importa. La politica e la sua attuale amoralità spero non entrino mai in ciò che scrivo, ma amo la storia e raccontarla.

Soprattutto i capitoli scomodi, che molti non osano nemmeno affrontare.

E oggi parlerò di un personaggio controverso e, come ogni male, perversamente intelligente.

Junio Valerio Borghese, noto come il “Principe Nero“, è stato un ufficiale di marina e politico italiano, figura tra le più controverse della storia d’Italia del Novecento per il suo ruolo nella Seconda Guerra Mondiale e per il successivo attivismo eversivo.

Nato a Roma in una delle famiglie nobiliari più antiche e prestigiose, entrò nella Regia Marina frequentando l’Accademia Navale di Livorno.
Divenne un esperto sommergibilista e specialista in armi subacquee, partecipando alla guerra d’Etiopia e alla guerra civile spagnola.

Durante il secondo conflitto mondiale, comandò il sommergibile Sciré e successivamente l’intera Xª Flottiglia MAS, unità d’élite specializzata in incursioni subacquee. Per l’impresa di Alessandria (1941), che portò all’affondamento di due corazzate britanniche, ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, scelse di continuare a combattere a fianco dei tedeschi, mantenendo il comando della Decima MAS nella RSI.

In questa fase, l’Italia divenne scenario riprovevole di guerra civile, spesso accompagnata da crimini efferati (di cui parlerò prossimamente).

Dopo una breve prigionia, fu liberato nel 1949 grazie all’intervento dei servizi segreti americani (OSS) e diventò una figura di riferimento per la destra extraparlamentare e presidente del Movimento Sociale Italiano (MSI) tra il 1951 e il 1953.
Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970, organizzò un tentativo di colpo di Stato (noto anche come “golpe dell’Immacolata”).

Il piano fu annullato dallo stesso Borghese all’ultimo momento per motivi mai del tutto chiariti e su cui mai si è voluto approfondire. Per sfuggire all’arresto dopo il fallito golpe, si rifugiò in Spagna, allora sotto il regime di Franco, dove morì a Cadice nel 1974.

Sebbene non fosse un autore di professione, Borghese scrisse opere di carattere memorialistico e politico legate alle sue esperienze belliche.
Decima Flottiglia MAS (1950): Un resoconto dettagliato delle operazioni navali e delle incursioni subacquee condotte dall’unità durante la guerra.
Per l’onore d’Italia (pubblicato postumo): Raccolta di scritti e riflessioni sulla sua scelta di aderire alla RSI e sulla sua visione politica.

Un personaggio particolare e di cui occorre raccontare per mantenere viva la memoria di una guerra disumana e di una memoria necessaria, di cui ancora abbiamo troppa paura.

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