L’ultima straordinaria fatica del nostro Checco nazionale.

Il film segue Checco, un uomo ricco, superficiale e immaturo che vive senza responsabilità. Quando la figlia decide di intraprendere il Cammino di Santiago, lui parte per raggiungerla — inizialmente per riportarla a casa — ma lungo il viaggio si trova costretto a confrontarsi con se stesso e con il proprio ruolo di padre.

Buen Camino è il ritorno di Zalone alla sua formula più classica: commedia popolare, gag irriverenti e una storia con morale finale. Dopo l’esperimento più politico di Tolo Tolo, qui si torna a un racconto più semplice e familiare.

Funziona soprattutto per le battute e le situazioni paradossali, spesso politicamente scorrette ma efficaci nel far ridere il grande pubblico.
Il rapporto padre-figlia dà una base più “umana” alla storia, aggiungendo un minimo di profondità.
Lungo il Cammino di Santiago vengono offerti una varietà di scenari e incontri.
Molti critici parlano di una storia poco originale, più una sequenza di sketch che un vero racconto strutturato.
Comicità meno incisiva rispetto al passato: secondo alcune recensioni, Zalone è diventato più “soft” e meno pungente.
C’è chi lo considera un prodotto costruito per il grande pubblico più che un’opera cinematografica ambiziosa.

Il film divide: per molti è una commedia piacevole, leggera e divertente
per altri è inferiore ai primi successi di Zalone (Quo Vado?, Sole a catinelle)

In generale, funziona meglio se lo si guarda senza aspettarsi un film “profondo”, ma come intrattenimento.

Buen Camino è un film che si lascia guardare, con momenti riusciti e altri più deboli.

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