Tra i castelli più suggestivi dell’Emilia-Romagna, il Castello di Gropparello domina le colline piacentine dall’alto di uno sperone di roccia vulcanica che si affaccia sulle spettacolari gole del torrente Vezzeno. La sua posizione strategica e il suo aspetto autenticamente medievale lo rendono uno dei manieri meglio conservati del territorio.
Le origini del castello risalgono all’Alto Medioevo. La tradizione lo collega a un antico presidio sorto per controllare le vie di comunicazione della zona e difendere il territorio. Nel corso dei secoli passò sotto il controllo di importanti famiglie e signorie, tra cui i Pallavicino, gli Sforza e gli Anguissola, diventando una delle principali roccaforti guelfe del Piacentino.
Grazie alla sua posizione quasi inespugnabile, costruita a picco sull’orrido del Vezzeno, il castello resistette a numerosi assedi durante le lotte tra guelfi e ghibellini che segnarono il Medioevo italiano.
Visitando il castello si incontrano torri merlate, camminamenti di ronda, sale arredate con mobili d’epoca, grandi camini e finestre che si aprono su panorami spettacolari. L’architettura conserva ancora oggi il carattere severo di una vera fortezza medievale, molto diversa dai castelli trasformati in residenze di lusso nei secoli successivi.
L’atmosfera è resa ancora più suggestiva dal paesaggio circostante: boschi, pareti rocciose e profonde gole che fanno sembrare il castello uscito da una fiaba cavalleresca.
Se Aloisa è il fantasma degli innamorati di Grazzano Visconti, il Castello di Gropparello è invece legato alla tragica figura di Rosania Fulgosio.
Secondo la leggenda, nel XIII secolo Rosania era la bellissima moglie del signore del castello, Pietrone da Cagnano. Durante una delle frequenti guerre feudali, il marito partì per combattere e il castello venne occupato dal capitano Lancillotto Anguissola, antico amore della donna. La passione tra i due si riaccese e vissero una relazione segreta.
Quando Pietrone tornò dalla guerra e scoprì il tradimento, progettò una terribile vendetta. Fece costruire una camera nascosta nei sotterranei del castello e vi fece rinchiudere Rosania ancora viva, murandola per sempre dietro una parete di pietra.
Il fantasma del castello
Da quel momento, secondo la tradizione popolare, lo spirito di Rosania non avrebbe mai lasciato il castello. Nelle notti ventose si dice che il suo lamento riecheggi ancora tra le mura e che la sua anima continui a cercare una via di fuga dalla prigione in cui fu sepolta viva. Alcuni raccontano di aver percepito presenze misteriose, passi e sussurri nelle sale più antiche del maniero.
La leggenda è diventata così famosa da essere oggi parte integrante dell’identità del castello.
Un simbolo del Medioevo piacentino
Il Castello di Gropparello non è soltanto un monumento storico: è un luogo in cui storia e leggenda si intrecciano continuamente. Le sue mura raccontano guerre, alleanze, tradimenti e passioni, mentre la figura di Rosania aggiunge quel velo di mistero che rende ogni castello medievale ancora più affascinante.
Passeggiando tra i suoi corridoi silenziosi e osservando il profondo burrone sottostante, è facile immaginare cavalieri, dame e antiche vicende che sembrano non essersi mai concluse davvero. Forse è proprio questo il segreto del fascino di Gropparello: non essere soltanto un castello, ma una storia ancora viva tra le rocce e il vento delle colline piacentine. ✨
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