Le Novelle dei Morti

È un piacere imbattersi in chi apprezza il fascino del gotico e del mistero. Le Novelle dei Morti di Jennifer Radulovic (storica e divulgatrice eccezionale, nota anche per le sue passeggiate gotiche e i suoi eventi legati al noir storico) è una vera e propria gemma per gli amanti del genere.

Se pensate che le grandi storie di fantasmi, spettri e atmosfere d’oltretomba appartengano solo alla tradizione anglosassone di Edgar Allan Poe o Washington Irving, Le Novelle dei Morti vi farà cambiare decisamente idea. Jennifer Radulovic confeziona un’opera densa, elegantissima e profondamente radicata in un’atmosfera d’altri tempi.

Il punto di forza assoluto di questa raccolta è l’atmosfera. La Radulovic non punta sull’effetto “splatter” o sul salto sulla sedia (il classico jump scare), ma lavora magistralmente sulla tensione psicologica e sul colore locale. Le sue storie si muovono tra nebbie fitte, cimiteri monumentali, antiche dimore decadenti e brughiere dimenticate dal tempo. C’è una malinconia poetica che avvolge ogni pagina: la morte non è solo spaventosa, è romantica, inevitabile e custode di segreti indicibili.

Si avverte chiaramente la formazione da storica dell’autrice. La ricostruzione delle epoche, dei dettagli d’arredamento, degli abiti e del linguaggio è meticolosa ma mai pesante. La prosa è ricca, ricercata, quasi ottocentesca nello slancio, capace di cullare il lettore prima di stringerlo in una morsa di sottile inquietudine. Le parole sono scelte con cura quasi musicale, creando un ritmo che cattura sin dalle prime righe.

Al centro di ogni novella ci sono i “morti”, ma ancor di più il confine labile tra il mondo dei vivi e l’aldilà. I fantasmi della Radulovic non sono entità astratte, ma portatori di una memoria, di un torto subito o di un amore che ha sconfitto il tempo. Spesso, grattando la superficie del sovrannaturale, ci si accorge che l’orrore più profondo risiede nelle passioni umane sfigurate: l’avidità, la vendetta, l’ossessione.

Un libro che non si limita a raccontare storie di spettri, ma che evoca la parte più profonda e affascinante dell’ombra.

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