Benito Mussolini (1883–1945) è stato il fondatore del fascismo e ha guidato l’Italia come dittatore per oltre vent’anni, dal 1922 al 1943. La sua figura ha segnato profondamente la storia italiana ed europea del Novecento.
Nato a Dovia di Predappio (Forlì) nel 1883, crebbe in un ambiente politico di idee socialiste e anarchiche. Inizialmente maestro di scuola, si distinse presto come oratore e giornalista politico. Nel 1912 divenne direttore dell’Avanti!, il quotidiano ufficiale del Partito Socialista Italiano (PSI). Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Mussolini abbandonò la linea pacifista del PSI per schierarsi a favore dell’entrata in guerra dell’Italia. Per questo fu espulso dal partito e fondò un proprio giornale, Il Popolo d’Italia.
Finita la guerra, sfruttò il scontento sociale e la delusione per la “vittoria mutilata” fondando a Milano i Fasci Italiani di Combattimento. Il movimento organizzò le “squadre d’azione” (gli squadristi) per reprimere con la violenza gli scioperi e le organizzazioni contadine e operaie. Nell’ottobre del 1922, dopo anni di instabilità politica e violenze squadriste, Mussolini organizzò la Marcia su Roma. Re Vittorio Emanuele III decise di non firmare lo stato d’assedio e gli affidò l’incarico di formare un nuovo governo. Dopo le elezioni del 1924, il deputato socialista Giacomo Matteotti denunciò apertamente i brogli e le violenze fasciste. Pochi giorni dopo fu rapito e ucciso. La crisi politica che ne seguì fu superata da Mussolini con il celebre discorso del 3 gennaio 1925, in cui si assunse la responsabilità politica e morale dell’accaduto.Tra il 1925 e il 1926 vennero aboliti i partiti d’opposizione, chiusi i giornali liberi, ripristinata la pena di morte e istituito il Tribunale Speciale per la difesa dello Stato. Il regime trasformò l’Italia in uno Stato autoritario a partito unico. Il regime costruì un capillare apparato di propaganda, controllando la scuola, la stampa e il tempo libero. Nel 1929 firmò i Patti Lateranensi con la Santa Sede, risolvendo la storica “questione romana” e consolidando il consenso interno. Nel 1935 Mussolini avviò la campagna d’Etiopia, conquistando il paese africano con metodi di guerra spietati e proclamando la nascita dell’Impero. L’isolamento diplomatico spinse l’Italia ad avvicinarsi ad Adolf Hitler, portando alla firma dell’Asse Roma-Berlino (1936) e del Patto d’Acciaio (1939). Sull’onda dell’allineamento con la Germania, il regime introdusse le leggi razziali antidiscriminatorie nei confronti degli ebrei italiani, escludendoli dalle scuole, dagli impieghi pubblici e dalla vita civile.Il 10 giugno 1940 l’Italia entrò nella Seconda Guerra Mondiale a fianco della Germania, ma impreparata sul piano militare e industriale. A seguito delle continue sconfitte militari e dello sbarco alleato in Sicilia, il 25 luglio 1943 il Gran Consiglio del Fascismo sfiduciò Mussolini. Il Re ne ordinò l’arresto e affidò il governo al maresciallo Badoglio.Liberato dai paracadutisti tedeschi nel settembre 1943, Mussolini fondò nel nord Italia la Repubblica di Salò, uno stato satellite della Germania nazista, affrontando la guerra civile contro la Resistenza partigiana. Nell’aprile del 1945, con il crollo definitivo delle forze nazi-fasciste, tentò la fuga verso la Svizzera. Catturato dai partigiani a Dongo, fu giustiziato il 28 aprile 1945 a Giulino di Mezzegra.
