Nel panorama dell’automobilismo d’alta quota, esistono i costruttori, i progettisti e poi c’è Horacio Pagani. In un’epoca in cui la corsa alle prestazioni pure e l’omologazione industriale rischiano di appiattire l’anima delle superlativa ingegneria, l’imprenditore italo-argentino ha dimostrato che un’automobile può essere contemporaneamente un’arma da pista e un’opera d’arte rinascimentale.
Nato a Casilda, in Argentina, nel 1955, Horacio manifesta fin da giovanissimo un’ossessione per il modellismo e l’aerodinamica. La svolta formativa arriva quando si imbatte nel pensiero di Leonardo da Vinci: «Arte e Scienza possono camminare mano nella mano». Questa intuizione diventa il pilastro di tutta la sua carriera.
Trasferitosi in Italia con una lettera di raccomandazione firmata dal mitico Juan Manuel Fangio, Pagani muove i primi passi in Lamborghini, partendo come operaio di terzo livello. È lì che intuisce il futuro dei materiali compositi:
- Il caso Countach Evoluzione (1987): Pagani comprende prima di molti altri l’impatto della fibra di carbonio. Quando la dirigenza rifiuta di acquistare un’autoclave per stampare il materiale, Horacio accende un mutuo personale e la compra da solo.
- Il Carbo-Titanio: Anni dopo, fondata la Pagani Automobili a San Cesario sul Panaro (Modena), brevetta l’intreccio di fibra di carbonio e filamenti di titanio, garantendo una rigidità torsionale e una leggerezza senza precedenti.
Ogni creazione dell’atelier di San Cesario sul Panaro è concepita come un pezzo unico sartoriale, spinto dai motori V12 aspirati o biturbo forniti in esclusiva da Mercedes-AMG.
Design e materiali esclusivi. Fonte: The Asahi Shimbun / The Asahi Shimbun via Getty Images
- Pagani Zonda (1999): Presentata al Salone di Ginevra, sconvolse il mondo dell’automotive. Con le sue linee ispirate ai prototipi Le Mans e lo scarico quadruplo centrale a canna d’organo, ridefinì il concetto di custom hypercar.
- Pagani Huayra (2011): Nomina dal dio dei venti, la Huayra ha introdotto l’aerodinamica attiva con flap mobili gestiti da una centralina dedicata, unita a un abitacolo che sembra il meccanismo di un orologio svizzero a vista.
- Pagani Utopia (2022): In controtendenza con le tendenze di elettrificazione di massa, Pagani risponde ai clienti più puristi offrendo un V12 puro abbinato a un cambio manuale a sette rapporti.
Dalle viti in titanio con il logo Pagani inciso al laser (ciascuna dal costo individuale paragonabile a un piccolo oggetto di lusso) fino alla scelta della pelle per la selleria, nulla in una Pagani è lasciato al caso.
Horacio Pagani resta una figura atipica nella Motor Valley: un sarto del carbonio che continua a progettare le sue vetture con matita e carta da lucido, dimostrando agli appassionati di tutto il mondo che l’anima di un’auto si misura in emozioni, non solo in cavalli.
