L’idea del Premio Nobel ha un’origine affascinante, complessa e per certi versi paradossale. Nasce dal desiderio di un uomo straordinariamente ricco, chimico e inventore svedese, Alfred Nobel, di riabilitare la propria memoria storica e lasciare un segno positivo e duraturo per il bene dell’umanità.
Alfred Nobel (1833–1896) era un geniale inventore e imprenditore che accumulò un’immensa fortuna soprattutto attraverso il brevetto e la produzione della dinamite (inventata nel 1867) e di altri esplosivi ad alto potenziale chimico, come la balistite.Sebbene queste invenzioni avessero scopi primari nell’ingegneria civile (scavo di gallerie, miniere, ferrovie), trovarono immediata applicazione nel settore bellico e nell’industria delle armi.
L’episodio chiave che cambiò radicalmente la prospettiva di Nobel avvenne nel 1888. Alla morte di suo fratello Ludvig a Cannes, un giornale francese pubblicò per errore il necrologio di Alfred anziché quello del fratello.Il titolo del pezzo recitava impietosamente:
“Il mercante di morte è morto. Il dottor Alfred Nobel, che è diventato ricco trovando il modo di uccidere il maggior numero di persone più rapidamente che mai, è morto ieri.”
Leggere il proprio falso necrologio scosse profondamente Nobel. Angosciato dall’idea di essere ricordato dai posteri solo come un “distruttore”, iniziò a riflettere seriamente su come impiegare la propria eredità.
Un’altra figura fondamentale per la genesi dell’idea fu la baronessa austro-boema Bertha von Suttner, una delle più celebri pacifiste dell’epoca e autrice del romanzo anti-bellico Abbasso le armi!.
Bertha fu brevemente la segretaria privata di Nobel a Parigi prima di sposarsi, ma rimase con lui in contatto epistolare per tutta la vita. Le sue lettere sul disarmo, sulla cooperazione internazionale e sulla pace influenzarono profondamente la sensibilità morale di Nobel, spingendolo a includere tra i futuri riconoscimenti un premio specifico per la Pace (che la stessa Bertha von Suttner vincerà poi nel 1905).
Senza eredi diretti e ormai ritiratosi nella sua villa di Sanremo, il 27 novembre 1895 Alfred Nobel firmò il suo storico testamento al Club Svedese-Norvegese di Parigi.
Dispose che il 94% del suo patrimonio (circa 31 milioni di corone svedesi dell’epoca, equivalenti a oltre 180 milioni di euro attuali) venisse investito in un fondo gestito da una fondazione. Gli interessi di questo capitale dovevano essere distribuiti ogni anno sotto forma di premi a coloro che, nei dodici mesi precedenti, avessero reso i «maggiori servizi all’umanità».
Nobel previse originariamente 5 categorie:
- Fisica (assegnato dalla Reale Accademia delle Scienze svedese).
- Chimica (assegnato dalla Reale Accademia delle Scienze svedese).
- Medicina o Fisiologia (assegnato dal Karolinska Institutet di Stoccolma).
- Letteratura (assegnato dall’Accademia Svedese).
- Pace(assegnato da un comitato eletto dal Parlamento norvegese, lo Storting).
(Il Premio Nobel per l’Economia non fa parte delle categorie originali: fu istituito solo nel 1968 dalla Banca di Svezia in sua memoria).
Dopo la morte di Nobel, avvenuta il 10 dicembre 1896 a Sanremo, il testamento suscitò enormi polemiche, in quanto i parenti tentarono di impugnare il documento per ottenere l’eredità. La famiglia reale svedese e la stampa conservatrice criticarono l’iniziativa, definendola “un-patriottica” perché Nobel volle espressamente che i premi fossero assegnati senza distinzione di nazionalità. Le istituzioni designate per la scelta dei vincitori erano inizialmente esitanti ad assumersi quella responsabilità solenne.
Grazie alla tenacia dei due esecutori testamentari nominati da Nobel — i giovani ingegneri Ragnar Sohlman e Rudolf Lilljequist —, nel 1900 fu costituita la Fondazione Nobel (Nobelstiftelsen).
I primi Premi Nobel della storia vennero consegnati ufficialmente il 10 dicembre 1901, a cinque anni esatti dalla morte del loro fondatore, trasformando per sempre la memoria di Alfred Nobel da “mercante di morte” a uno dei più grandi mecenati del progresso umano.
