Il Convento di Sant’Antonio di Oppido Lucano

Il Convento, costruzione massiccia ed imponente, secondo la tradizione fu fondato dagli Zurlo nel 1482, come testimoniato dall’incisione sopra il portale e dallo stesso stemma gentilizio della famiglia.

La facciata della chiesa è contraddistinta da due finestre e da un rosone cieco decorato da un grande fiore di stucco con sedici petali. Essa termina con il tetto a capanna caratterizzato da spioventi non molto obliqui, sotto al quale si possono trovare quindici archetti ciechi rampanti. Alla sommità del tetto è posta una croce.

All’interno della struttura si possono trovare due chiostri: rispettivamente il piccolo e il grande. Quello di dimensioni ridotte conserva ancora tracce della precedente struttura. In esso sono anche presenti tele di un certo pregio, databili tra il XVII e XVIII secolo raffiguranti molteplici santi e sante.

Nel chiosco grande sono presenti alcuni affreschi che rappresentano scene di musica e danze.

Entrando dalla chiesa si nota immediatamente il grande organo. Nel 1973, in occasione del restauro del convento si rinvennero gli affreschi in prossimità dei pilastri di destra e dei finti pilastri di sinistra.

Questi affreschi sono di Giovanni Todisco, da datare al 1558. Nella navata centrale vi è l’altare di Sant’Antonio, in stile barocco, contraddistinto da quattro grandi angeli in stucco e due piccole tele incorniciate raffiguranti San Biagio e Sant’Eligio. Segue il bellissimo trittico ad opera di Antonio Stabile che pone al centro la vergine affiancata dalle sante Caterina e Maria Maddalena. In alto, Padre, Figlio e Spirito Santo.

Segue l’altare di San Pasquale, con la statua del santo in una nicchia attorniata da una serie di putti. Particolarmente scenografico è il coro ligneo, i cui sedili sono intarsiati a mano con motivi geometrici, religiosi e floreali. I braccioli sono contraddistinti da alcune serie di animali fantastici. Dietro l’altare, quasi come una sorpresa che attende il visitatore pellegrino, un polittico di Antonio Stabile. In alto è rappresentato il Cristo risorto: alla sua destra Maddalena e il Battista. Sotto l’incoronazione della vergine tra san Francesco e san Antonio.

Nel refettorio possiamo trovare un toccante affresco delle nozze di Cana e un effige della vergine che invita al silenzio, secondo i dettami della vita monacale che prevedevano pasti in silenzio e con sottofondo di preghiere recitate.

Al convento sono legati molti episodi significativi. Uno di essi fu il convegno del 1970 relativo agli studi internazionali di storia, arte e folklore di Oppido Lucano. Tra gli studiosi accorsi vi fu Leo Levi, professore dell’università di Gerusalemme che aveva riconosciuto nel paese la patria di Giovanni Abdia. L’artista che aveva introdotto nella poesia sinagogale i neumi propri della chiesa cristiana.

Una struttura unica e poliedrica che racchiude al suo interno tesori artistici e religiosi di gran pregio. Ogni angolo è pregno di arte ventilata dall’alone di devozione e fede che rende tanto meravigliosi e unici gli edifici sacri.

Una perla da visitare e da scoprire.

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