Il Castello di Oppido Lucano

Il Castello di Oppido è una poderosa costruzione che domina il paese. Di forma rettangolare a causa del suolo scosceso, ha ben quattro torri merlate: due angolari merlate e due mediane rotonde poste a guardia dell’ingresso. Queste ultime due erano posizionate a guardia di chi entrava. La porta era poi munita del classico ponte levatoio.

La struttura muraria era di pietre appena bozzate, solo in un angolo vi erano pietre rettangolari, tagliate con cura e con la superficie levigata. Era conservata anche una superficie del cordolo a semicerchio sul quale era posta una lastra di calcare con lo stemma degli Orsini e la data del 1709.

Il Castello, costruito verosimilmente nel primo trentennio del secolo XI, era stato l’abitazione di Drochus e Maria, genitori di Giovanni Abdia. Dopo il 1970, il breve tratto delle mura del Castello fu distrutto e lo stemma degli Orsini venne traslato al comune.
L’ingresso ad ovest è un portale di mattoni, ad arco con sesto ribassato, ed una semplice decorazione ai piedritti. A sud vi è un portone con arco, nella zona superiore leggermente ad ogiva.

Rimane la struttura più potente sul lato est, con muratura e pietra a vista, due grandi speroni, finestre ampie ed alte. Sicuramente testimoni di un passato glorioso. Basti pensare che questa costruzione era definita come “Castro Fortissimo” o “Magnum Castrum“.

Al suo interno troviamo qualcosa di straordinario: è conservato un grande vano con la volta a botte, quasi al centro del quale è presente un pilastro costruito su alta base. Due piccole finestre a feritoia sono aperte nell’enorme spessore del muro. Si tratta, con molta probabilità, di un ambiente utilizzato come ricovero per il bestiame e per la conservazione dei raccolti. Una sorta di magazzino, utilissimo per conservare le provviste del castello.

Col passar del tempo, soprattutto in età medievale, Oppido crebbe in modo esponenziale e fu prova l’aumento del numero di abitanti, tra i più elevati della zona, al punto che Carlo I d’Angiò vi stabilì un mercato settimanale. Ne furono feudatari gli stessi Angioini. Una patrimonio di inestimabile valore e tesoro degli abitanti. Memoria di tanti avvenimenti che si erge da secoli fiero sopra il paese, quasi come a guardia eterna per la sua protezione.

Mutato nei secoli, ma perpetuo nello scopo ultimo della sua funzione. Sovrasta la città e, a fianco della Chiesa Madre, è un segno distintivo del paese. Una presenza forte e cara a tutti gli Oppidesi.

Visibile dalle prime curve che fanno intravedere il paese quando si è in procinto di arrivare a destinazione, accoglie nuovi visitatori e i suoi abitanti.

Luogo caro al ricordo, monumento eterno nella memoria di tante persone che ad Oppido hanno vissuto, hanno lavorato e ci ritornano ogni qualvolta sia possibile.

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