La Crocifissione a Sant’Antuono

Oggi inizia la mia analisi sul ciclo di affreschi della grotta di Sant’Antuono in Oppido Lucano. Infatti la cittadina ha visto succedersi tantissime correnti artistiche ed ognuna ha lasciato traccia importante, da custodire e ricordare.

Potete trovare al seguente link una descrizione sulla storia e le sue vicende

Chiesa Rupestre di Sant’Antuono

Oggi la mia attenzione si concentra sull’opera centrale, che rappresenta la crocifissione di Gesù. La scena è intensa, ricca e solenne. Fin dall’ingresso, è lei a catturare l’attenzione dei turisti.

L’autore è sconosciuto ma sicuramente la scelta del soggetto rappresenta, oltre ad un atto di fede, l’emblema di ciò che il luogo rappresentava: un ricovero ed un rifugio per i tanti pellegrini. Attraverso queste immagini, venivano raccontate le tante vicende legate al profeta.

A destra della croce si trova una moltitudine di persone, tra cui alcuni soldati armati. Essi si riconoscono dall’abbigliamento, ma sono anche presenti altre figure con i costumi tipici dell’epoca. Inoltre è possibile notare come alcuni personaggi abbiano delle fattezze tipicamente orientali. Gli scudi sono riccamente e dettagliatamente decorati. Spicca un personaggio, che indica la croce con il dito: forse un sacerdote del tempio.

La loro espressione è statica, concentrata sul momento e dedita al compito a cui stanno adempiendo.

Sulla sinistra assistono alla scena San Giovanni, Maria e un’altra figura femminile con aureola, probabilmente Maria Maddalena. I loro volti sono contriti dal dolore e i due sembra cingere la madonna in un tenero abbraccio. Questo gesto fa presupporre che la scena si collochi nel famoso episodio denominato “Ecce Homo”. Da notare come le lacrime siano intrise di un colore rosso sangue, quasi a simboleggiare la disperazione che diventa quasi un dolore di tipo fisico.

In basso si notano appena (rovinate dal tempo) due angeli mentre altre due creature alate si affacciano sotto i bracci della croce: tutti intenti a raccogliere il prezioso sangue di Cristo.

Se vogliamo quasi un gesto di pietas rituale, il sangue rappresenta il sacrificio del figlio di Dio e un chiaro richiamo all’ultima cena.

Sulla parete di destra, vi è per primo il cattivo ladrone Gestas, come riporta l’iscrizione, così che i ladroni sembrano affiancare la scena della Crocifissione. Infatti lo stesso Gesù rivendica al suo fianco quest’uomo. Onorevole di aver protetto il signore anche mentre moriva.

La Crocifissione rappresenta il punto cardine della fede cristiana, il momento in cui tutto si compie. Gesù si immola per la salvezza dell’uomo e non a caso, questo affresco domina la scena. Purtroppo non aver traccia del volto del cristo è un peccato, e possiamo solo immagine come l’autore abbia rappresentato il protagonista della scena.

Ma l’arte è anche questo: ricostruire e immaginare, dove il tempo ha tolto ogni possibile immagine.

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