
Tra i meravigliosi affreschi della grotta di Sant’Antuono ve n’è uno assolutamente raro e straordinario. Apparentemente un’ultima cena, la cui iconografia è simile a quelle di molte altre pitture dell’epoca ma che in realtà nasconde una sorpresa.
In questa rappresentazione, la cui realizzazione è quasi contemporanea alle altre opere presenti nella piccola cappella, spicca uno dei commensali che si sporge ad afferrare del cibo quasi a squarciare il fondo piatto su cui sono disposti gli altri apostoli, tutti seduti salvo Giuda.
Ed ecco una cosa del tutto nuovo: quello che è universalmente riconosciuto come “traditore” siede di fronte a Gesù. Munito di aureola.

Egli è intento ad andarsene per andare ad avvisare i soldati.
Secondo alcune dottrine, diffuse nella parte orientale del mondo cristiano, Guida non è stato altro che uno strumento nelle mani del signore per compiere il suo estremo sacrificio e non atto malvagio e meschino.
In tal senso questa opera rappresenta qualcosa di unico e straordinario, difficilmente reperibile altrove e che fanno presupporre quanto la chiesa di Sant’Antuono fosse una meta di pellegrinaggio importante e molto frequentata.
Luogo di culto ma anche fulcro di alcuni tipi di dottrine di cui si sono perdute le tracce, e che questi affreschi hanno preservato, seppure in parte molto esigua.

Possiamo notare che, anche in questo caso, il volto di Gesù non si è perfettamente conservato. Tuttavia esso è distinguibile da un’aureola sovrascritta da una croce e le sue mani sono benedicenti.
In prossimità delle sue ginocchia, il prediletto tra gli apostoli: Giovanni, che si dispera per l’annuncio nefasto. Notiamo i particolari della pittura, che hanno resistito, per secoli, fino a noi. A partire dalle calzature, alle vettovaglie e alle cibarie presenti sulla tavola ornata a festa.
Un chiaro segno di quanto il momento sia solenne per la fede e la devozione.

Persino le acconciature sono diverse per ogni singolo apostolo, a seconda del costume in voga nel periodo di realizzazione. La tavola imbandita con pane, vino e pesce rimanda al miracolo della moltiplicazione.
Un banchetto sontuoso e quasi di foggia cortese, anticipando le tradizioni medievali.
Notiamo anche Pietro, a quella che sembra essere la sinistra di Cristo: probabilmente intento a ribadire la sua fedeltà al maestro.
Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano;ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli».
VANGELO SECONDO LUCA
E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte».
Gli rispose: «Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi».
Figura da sempre cardine della cristianità per la sua fede e il suo martirio dal volto umano.
Il santo rimasto uomo per eccellenza.

Gli abiti sono riccamente lavorati e ricordano le fogge romane, in quanto sono tutti provvisti di toga. Quest’ultimo era l’elemento che segnava il passaggio dall’età giovane all’età adulta.
L’apostolo Giovanni pare non esserne munito: riprova del fatto che fosse il più giovane tra gli apostoli, poco più che un ragazzo quando Dio decise di averlo tra i suoi prediletti.

Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà».
Vangelo secondo giovanni
I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse.
Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù.
Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Dì, chi è colui a cui si riferisce?».
Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?».
Rispose allora Gesù: «E’ colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone.
E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto».

Nei link sotto potete trovare gli articoli scritti in precedenza sugli affreschi delle grotte rupestri di Sant’Antuono.

Una opinione su "Una “Ultima Cena” molto particolare…"