
Continuando la nostra analisi degli affreschi di Sant’Antuono, ritroviamo un’altra opera molto significativa: Il Bacio di Giuda.
Per la precisione, la scena rappresentata racconta una scena molto particolare,ossia quando l’apostolo Pietro taglia l’orecchio ad una guardia mentre Giuda dà il famoso bacio di riconoscimento a Gesù. Secondo la fede cristiana, il momento dove inizia a compiersi il mistero divino.
Questa opera però contiene qualcosa di assolutamente straordinario: cosa notiamo di diverso rispetto all’iconografia classica prevista per questo episodio?

A differenza delle precedenti pitture, qui abbiamo il volto del profeta conservato, pressoché intatto, che ci fa ammirare i lineamenti delicati e nobili. La capigliatura è di chiara ispirazione orientale con capelli lunghi e barba di media lunghezza.
Pare dipingersi sul suo volto una rassegnazione quasi stoica, come se fosse pronto all’inevitabile fato e volere del padre.
Colpisce invece la figura di Giuda: ornato dall’aureola tipica dei santi. Prova ulteriore che questa serie di affreschi si colloca nell’influenza di pensiero, tipicamente orientale, che vedeva il traditore come un potente mezzo del volere divino e non un essere malvagio.
I soldati alle loro spalle richiamano quelli già rappresentati nella crocifissione, molti simili sia nelle loro pose che nel loro abbigliamento. Ricchi di particolare ma sicuramente preziosa testimonianza di usi e costumi del periodo.
MATTEO 26:47 -49
« Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo.
Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». E subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. »
Nel mentre, Pietro, apostolo amante della giustizia e spesso impetuoso in azioni e comportamenti, è intento a tagliare orecchio a Malco, servo del sommo sacerdote Caifa, per difendere la figura del maestro. Nel suo atteggiamento si dipinge una smorfia di dolore e di fermo risentimento allo scempio a cui sta assistendo. Colpisce la sua rappresentazione. Quasi come un senex romano, contraddistinto dai capelli bianchi: il primo papa, fondatore di quello che oggi è il centro della cristianità.
Gesù lo fermerà, pronunciando la frase tristemente famosa ed evocativa.
Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio.
Matteo 26,51-52
Allora Gesù gli disse: «Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada.

Cattura l’attenzione il fatto che le scene si contaminino l’una con l’altra, in un vivace gioco di colore e azione. Quasi a voler raccontare una storia con l’arte. I colori sono accesi e vibranti, nonostante i millenni e le incurie passate, ma il fascino che regalano al cuore e allo spirito è impagabile.
Non solo fede, ma profonda testimonianza di devozione che è sopravvissuta a tutto.
Ferma nel tempo, ma viva e presente nel suo grande insegnamento.

Potete trovare gli articoli sui precedenti affreschi ai seguenti link:
- Una “Ultima Cena” molto particolare…
- I due ladroni
- La Crocifissione a Sant’Antuono
- Chiesa Rupestre di Sant’Antuono
Inoltre tutti gli articoli sui siti di interesse ad Oppido Lucano sono disponibili nella sezione: Oppido nel cuore, per te Papà.


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