
In un piccolo angolo della chiesa rupestre di Sant’Antuono, quasi incorniciato dalla roccia, si trova una natività molto particolare e toccante. Ricca e maestosa nei particolari, racconta un’episodio particolarmente noto nella tradizione orientale. Nella cultura cattolica romana non è stato tramandato e queste opere ne permettono la conoscenza che altrimenti sarebbe andata perduta.
Rappresentazione sicuramente allegorica e celebrativa profumata di connotazioni assolutamente umane e delicate.

Sopra un giaciglio, riccamente lavorato e pregiato di cui possiamo ammirare i particolari e i singoli dettagli, è rappresentata Maria Puerpera: ossia la madonna che ha appena partorito e si riposa placidamente. Una scena che denota ed enfatizza una caratterizzazione assolutamente familiare della Vergine che, come tutte le donne dopo il parto, risulta affaticata e provata.
Sullo sfondo gli angeli e i pastori celebrano il momento grandioso. Dei loro volti, con buona probabilità gioiosi e festanti, non è rimasta traccia.
Giunsero in fretta a Betlemme e là trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che dormiva nella mangiatoia.
Luca, 2:16

I motivi che ricorono solo il giallo e il rosso: colori caldi e che regalano un’atmosfera assolutamente gioiosa e ricca di calore. Quasi intima, familiare e raccolta. Il giallo connota l’aureola e dunque la santità delle figure, mentre il color porpora, oltre ad essere sinonimo di una fattura pregiata, era sinonimo di nobiltà.
In questa piccola nicchia infatti, in una posizione assolutamente perfetta e ideale, è rappresentato questo episodio toccante e profondamente ricco di significato. Tra l’altro, quasi perfettamente conservata a differenza di altre pitture presenti. L’allocazione ha giovano assolutamente alla conservazione stessa di questa meraviglia. Protetta da intemperie e quasi nascosta, generando nei visitatori uno stupore genuino e sentito.

I pastori, sulla via del ritorno, lodavano Dio e lo ringraziavano per quello che avevano sentito e visto, perché tutto era avvenuto come l’angelo aveva loro detto.
luca 2:20
I particolari della rappresentazione sono molteplici e tutti degni di menzione. Dalle fogge dei pastori, ai loro costumi, fino ai movimenti di Maria. Quest’ultima sembra accennare un sorriso, appoggiata ad un cuscino e tendendo un lenzuolo, probabilmente utilizzato per pulirsi. Il bambini Gesù è colpito da alcuni raggi, allietato dal canto di un pastore e scaldato dai classici bue ed asinello.

Forse, in un passato lontano, le donne vi si recavano per chiedere a Maria una grazia, rivedendosi o immaginandosi madri. Sperando che i loro desideri potessero essere esauditi. Affinché la madre del signore, nata mortale ma scelta come la genitrice del Salvatore, potesse aiutarle.
Strumento di Dio, portavoce degli uomini di fede.

“Il Natale è la stagione della speranza, della gioia e dell’amore.”
Giovanni Paolo II


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