Un libro, una storia scomoda.

Sul personaggio di Francesca de André aleggiano il becero gossip, la ricerca di una notorietà a qualsiasi costo e tanta, ma tanta, sofferenza.

Sicuramente il ciarpame mediatico generato dal circo dursiano non ha aiutato la carriera e la fama della nipote del celebre cantautore genovese. Relegata sempre al personaggio di una figlia tormentata e rifiutata dal padre.

Aldilà di quelli che potrebbero essere le beghe familiari e di cui poco mi importa, devo ammettere che questo libro mi ha profondamente colpito.

«Di me non si può certo dire che sia una persona arrendevole, sottomessa o che sopporta le ingiustizie senza reagire. Eppure, non ho colto i segnali per tempo.»

La storia si incentra sul rapporto di due ragazzi: un racconto autobiografico su una vicenda di cronaca che ha visto la ragazza coinvolta.

Francesca e Giorgio sono due ragazzi appartenenti a famiglie benestanti e note in diversi ambiti. L’una in campo musicale e l’altra in campo imprenditoriale. Giovani dal carattere a tratti bordeline e fragile e che sembrano trovarsi nelle loro debolezze. Amore già tormentato fin dai primi mesi: ma la passione è travolgente e intesa, permettendo di sommergere alcuni, preoccupanti, lati del carattere del fidanzato.

Giorgio soffre di gelosia eccessiva e opprimente ma ama circondarsi di donne avvenenti e provocanti. Mentre Francesca è al Grande Fratello, lui si intrattiene con alcune ragazze in atteggiamenti tutt’altro che rispettosi nei confronti della fidanzata.

E non solo: durante la diretta e il confronto tra i due, appare evidente come l’uomo non manifesti una reazione sana a quello che sembra un tradimento. Strattona la ragazze e cerca di trattenerla a sé, senza che nessuno intervenga adeguatamente.

I primi segnali non solo non erano stati colti da Francesca, ma sono stati volutamente inosservati da una produzione televisiva interessata all’audience.

D’altra parte una ragazza fragile e un uomo violento potevano essere qualcosa di gustoso e pruriginoso per gli spettatori. Mi sono sempre chiesta cosa sia avvenuto nel dietro le quinte di tante ospitate, volutamente taciuto.

Fatto sta, che il dramma serpeggia e fomenta. Fino al tragico epilogo: una corsa in pronto soccorso in codice rosso e tante ferite da ricucire.

E’ bene ricordare che Giorgio è stato condannato per violenza domestica, pertanto, nonostante le tante stupidate dette, la legge lo ha punito.

Spero che Francesca possa trovare la sua strada, lontana da questo schifo che l’ha solo usata e gettata via.

Una storia malata e resa ancora più malata dal cancro di una tv spazzatura che ne fatto continuamente sanguinare le ferite.

Una televisione che, mi auguro, non tornerà mai più.

2 pensieri riguardo “Un libro, una storia scomoda.

  1. Francesca De André mi sta molto simpatica, e ovviamente il mio gradimento è aumentato dopo aver scoperto che ha avuto la forza di chiudere con un partner violento (sembra una scelta scontata quella di mandare a quel paese un uomo così, ma chi ha familiarità con queste situazioni sa che invece ci vuole un grande coraggio per fare questo passo).
    Nonostante la simpatia che nutro nei suoi confronti, va detto che nessuno l’ha obbligata a diventare una presenza fissa nei programmi della D’Urso. E’ stata una sua libera scelta quella di far diventare la sua storia una telenovela da sfruttare e buttare in pasto agli spettatori di quei programmi. Poi certo, tra lei e la D’Urso la più furba era chiaramente quest’ultima, ma pure la De André non era una bambina quando ha partecipato a quei programmi: sapeva che impostazione avevano, e quindi sapeva anche che taglio avrebbe dato la D’Urso alla sua storia.

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