
Ieri è venuta a mancare una delle attrici simbolo del cinema italiano.
Eleonora Giorgi era nata a Roma il 21 ottobre 1953, ma aveva sangue straniero nelle vene (inglese per parte di padre, ungherese grazie alla madre) e questo mix tra rigore e passione si è sempre riflesso nella sua vita privata e professionale.

La prima chiamata arriva da Tonino Cervi che produce Storia di una monaca di clausura nel 1973 e le fornisce un ruolo di spicco all’interno della pellicola al fianco della già nota Catherine Spaak. Il film è ispirato ad un racconto popolare con qualche venatura erotica ma per la ragazza diciannovenne, libera e sfrontata, cresciuta al tempo della contestazione del’68, il cinema è un grande gioco che attira.
La ragazza acqua e sapone incrocia l’amica/rivale Ornella Muti l’anno successivo in Appassionata e nello stesso 1974 diventa un modello di successo con ben quattro film sempre legati a un erotismo rosa ed elegante. Sono gli anni delle nuove dive con Agostina Belli a completare un terzetto vincente insieme alla Muti e appunto Giorgi. Ma nello stesso anno un dolore profondo (la morte del suo fidanzato Alessandro Momo a bordo di una moto che le ha preso in prestito) segna di colpo la sua vita. Si addentra nel tunnel dell’eroina, conosce la depressione, si rifugia alla radio, scompare dallo schermo.
Una donna che non hai nascosto amori, fragilità e desideri, raccontandosi con una nuda verità intima e sincera al pari di pochi personaggi dello spettacolo.

A vent’anni Eleonora Giorgi è già una donna carica di esperienze, non tutte felici. Le viene in aiuto Alberto Lattuada che, fidando nel giudizio dei migliori registi che l’hanno formata (Salce e Samperi in primis), la chiama nel ’75 per Cuore di Cane dal romanzo di Bulgakov con Max von Sydow e Cochi Ponzoni come partner.
A sorpresa per Eleonora è come un secondo inizio: da quel momento in poi le occasioni prestigiose si susseguono, una volta ancora secondo un destino artistico che le accomuna Ornella Muti, di due anni più giovane.
Nel frattempo, però, Giorgi ha scoperto il suo lato comico, una leggerezza finemente ingenua che la rende partner ideale per Celentano (Mani di velluto) e Renato Pozzetto (Mia moglie è una strega). A coronare questa svolta è l’incontro con Carlo Verdone che in Borotalco (1982) ne fa la sua musa fatata e la ritroverà anni dopo in Compagni di scuola. Sarà, per quasi vent’anni, la sua ultima apparizione al cinema.

Confermerà invece la sua popolarità in tv, da Yesterday a I Cesaroni. Intanto, negli anni 2000, sceglie di dirigere proprio Ornella Muti in Uomini & donne, amori & bugie e poi di raccontare l’adolescenza confusa dei tempi nuovi in L’ultima estate del 2009.
Le vicende della sua vita privata hanno un ruolo importante rispetto alle scelte artistiche. Dopo il matrimonio nel 1979 con Angelo Rizzoli (da cui è nato il primogenito Andrea), il terremoto giudiziario che coinvolge il marito a inizio degli anni ’80 segnerà la fine del matrimonio ma anche un disagio profondo in Eleonora che sceglie il silenzio, dirada l’attività artistica, privilegia la vita col figlio.
Sul set di Sapore di mare 2 (1983) incontrerà poi Massimo Ciavarro, marito, amico, produttore insieme e lei e padre di Paolo. Nonostante qualche altro flirt (celebre quello con Warren Beatty raccontato nella sua autobiografia Nei panni di un’altra) e la lunga relazione con Andrea De Carlo, Ciavarro è rimasto per Eleonora Giorgi il compagno della vita, accanto a lei fino all’ultimo.

Ci lascia non solo uno dei simboli di una poliedricità artistica importante ed eclettica, ma anche una donna profondamente solare e delicata.
Elegante nei modi e mai banale nelle sue considerazioni, sempre cordiale e sorridente: un volto familiare per il pubblico italiano e non solo.
Attrice versatile e intensa in ogni ruolo interpretato, prezioso esempio per le generazioni future.
Grazia del genere, oramai, è merce rara.
