La terra trema.

La terra trema” è un film radicale, quasi “estremo” anche rispetto ad altri titoli neorealisti. Visconti porta sullo schermo una rappresentazione durissima e autentica della vita dei pescatori siciliani, girando ad Aci Trezza con attori non professionisti e in lingua locale.

Il film è costruito con un rigore quasi documentaristico: i protagonisti sono veri pescatori, e questo dà una forza e una verità rarissime alle immagini.

Visconti racconta lo sfruttamento economico dei lavoratori da parte dei grossisti, mostrando un sistema ingiusto e immobile. È uno dei film più esplicitamente politici del neorealismo.
La fotografia è straordinaria: il mare, le barche e i volti segnati diventano elementi epici. C’è una forte componente estetica che eleva il racconto oltre il semplice realismo.
Il film riprende il pessimismo verista: il tentativo di ribellione dei protagonisti è destinato al fallimento, perché le strutture sociali sono più forti dell’individuo.

Il ritmo è molto dilatato e contemplativo, lontano dal cinema narrativo tradizionale.

Può risultare impegnativo.
Il dialetto siciliano stretto rende la visione più difficile senza sottotitoli.

Non cerca mai di “intrattenere”: è un film rigoroso, quasi austero.

La terra trema” non è un film facile, ma è uno dei più puri esempi di cinema come strumento di analisi sociale. Rispetto a film più accessibili come Riso amaro, è meno spettacolare ma molto più rigoroso e coerente.

Un’opera fondamentale, potente e impegnativa, che rappresenta il lato più autentico e radicale del neorealismo italiano.

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