
La storia è ambientata nelle risaie della Pianura Padana, dove ogni anno arrivano centinaia di mondine stagionali per lavorare alla raccolta del riso. Tra queste c’è Francesca, una giovane ladra in fuga insieme al suo complice Walter. Per nascondersi, Francesca si unisce alle lavoratrici nelle risaie.
Qui conosce Silvana, una mondina esuberante e affascinata dal lusso e dalla vita facile. Walter cerca di coinvolgere Silvana in un piano criminale legato al furto del riso, mentre Francesca, vivendo la dura realtà del lavoro e della solidarietà tra le mondine, comincia a cambiare atteggiamento.
Il film si sviluppa tra tensioni sociali, desideri personali e conflitti morali, fino a un finale tragico che mette in luce le conseguenze delle scelte dei protagonisti.
“Riso amaro” è un film che mescola diversi registri: il realismo sociale tipico del neorealismo con elementi di melodramma e noir.
La pellicola mostra con grande forza visiva le condizioni di lavoro delle mondine, tra fatica, sfruttamento e solidarietà.
In questo film, Silvana Mangano è diventata simbolo del cinema italiano, anche per l’uso del corpo e della sensualità in modo innovativo per l’epoca.contrappone materialismo e coscienza morale, città e campagna, egoismo e collettività.
Alcuni critici hanno sottolineato una certa ibridazione di generi (neorealismo + noir + melodramma) che può risultare meno coerente rispetto ad altri film del periodo.
Il film è considerato un classico perché rappresenta un’evoluzione del neorealismo verso forme più ibride ed ha contribuito a rendere internazionale il cinema italiano del dopoguerra.

