Nel panorama della narrativa legata al folklore e alle tradizioni popolari lombarde, Cesarina Briante occupa un posto di prim’ordine: tutte le sue opere rappresentano l’equilibrio perfetto tra dettagliata e scrupolosa ricostruzione storica, spiritualità, leggende popolari e introspezione personale.
Una scrittura che recupera la memoria delle antiche comunità dell’Insubria e la trasforma in racconto, evocando atmosfere sospese tra realtà e mito coinvolgendo un pubblico ampio e variegato.
L’autrice, originaria dell’area di Somma Lombardo, ha costruito negli anni un percorso letterario importante, caratterizzato da un forte legame con il territorio, le tradizioni e il patrimonio orale tramandato nei secoli.
Tra i titoli più celebri: Una strega a Somma Lombardo del 2017, romanzo ambientato nella Lombardia del Seicento, e Misteri e storie degli antichi borghi d’Insubria, un viaggio tra leggende, documenti storici e tradizioni locali.
Domenica 17 maggio alle ore 16 presso il caffè Lucioni Castiglione Olona, con la moderazione del professor Ugo Marelli, sarà presentata La Strega del Verbano.
Questo libro racconta le vicende di una nobildonna in terre lombarde, romanzo che conferma ulteriormente l’interesse dell’autrice per la storia locale, il folklore e le figure femminili fuori dagli schemi.
L’opera racconta il viaggio di una giovane nobildonna francese proveniente dalla Provenza, diretta verso le Isole Borromee per sposare un uomo molto più anziano in un matrimonio combinato dalla famiglia. Durante il percorso attraverso Liguria, Piemonte e Lombardia, la protagonista attraversa territori ricchi di tradizioni, superstizioni e atmosfere antiche, fino a giungere anche a Somma Lombardo.
Ambientato nel XVIII secolo, il romanzo ricostruisce con attenzione ambienti, usanze e mentalità dell’epoca, la scrittrice intreccia elementi storici e suggestioni esoteriche, dando vita a una narrazione sospesa tra realtà e leggenda
Cesarina Briante continua il personale lavoro di recupero delle memorie dell’Insubria e delle antiche tradizioni lombarde, trasformando il patrimonio storico e orale del territorio in narrativa evocativa e coinvolgente, scrivendo lontano dalle tendenze commerciali dominanti. Opere che non cercano l’effetto immediato, ma puntano piuttosto a creare un dialogo profondo con il lettore attraverso memoria, simbolismo e identità culturale.
Molte delle opere nascono infatti da ricerche su documenti storici, testimonianze orali e visite ai luoghi raccontati nei libri attraverso uno straordinario lavoro di ricerca e vaglio delle fonti.
Nei suoi racconti il territorio lombardo non è soltanto uno sfondo geografico: diventa un organismo vivo, carico di energie, storie dimenticate e tradizioni popolari.
La figura della “strega”, presente in molte sue opere, non viene mai trattata in senso stereotipato: è una donna libera, intuitiva, legata alla natura e alla conoscenza antica, metafora della diversità e dell’indipendenza femminile, spesso in contrasto con le convenzioni sociali.
In un’epoca in cui la letteratura spesso rincorre la velocità e l’attualità, Cesarina Briante sceglie invece il tempo lento del racconto, della memoria e dell’atmosfera ed è proprio questa autenticità a rendere le sue opere particolarmente affascinanti per chi ama le storie legate alle tradizioni, al mistero e alle radici profonde del territorio italiano.
Non perdetevi un appuntamento che, ne sono sicura, vi immergerà in un universo unico e meravigliosamente suggestivo.

