Smetto quando voglio – Masterclass è il secondo capitolo della trilogia diretta da Sydney Sibilia. Riprende la storia del gruppo di ricercatori iniziata nel primo film, mantenendo il mix di commedia, azione e critica sociale.
Dopo essere stato arrestato, Pietro Zinni riceve una proposta dalla polizia: evitare il carcere collaborando con lo Stato. Il suo compito è creare una squadra speciale formata ancora una volta dai suoi ex colleghi universitari per individuare e fermare la diffusione delle nuove droghe sintetiche illegali.
Il gruppo comincia quindi a lavorare per la polizia sfruttando le proprie competenze scientifiche per riconoscere le sostanze e rintracciare i criminali che le producono. Nel frattempo emergono nuovi pericoli e nuovi avversari, tra cui il misterioso trafficante chiamato “Walter Mercurio”.
La situazione diventa sempre più complicata e il confine tra legalità e illegalità si fa sempre più sottile.
Il secondo film è più dinamico e spettacolare del primo, con molte scene d’azione e un ritmo molto veloce. Rimane però centrale la componente ironica: i protagonisti continuano a essere scienziati geniali ma impacciati nella vita pratica.
Rispetto al primo capitolo, il tono è leggermente più serio e vicino al thriller, ma senza perdere la comicità intelligente che caratterizza la saga. Il film approfondisce anche il rapporto tra i membri del gruppo e sviluppa meglio alcuni personaggi secondari.
La critica al precariato universitario e alla mancanza di opportunità per i giovani laureati resta uno degli aspetti più interessanti della storia. È un sequel riuscito, divertente e coinvolgente, che prepara bene il finale della trilogia.

