Anna Askew (1521–1546) è stata una scrittrice, poetessa e martire inglese della Riforma protestante, ricordata soprattutto per essere una delle poche donne del XVI secolo ad aver lasciato una testimonianza scritta diretta del proprio processo per eresia.
Nacque nel 1521 nel Lincolnshire, in Inghilterra, da una famiglia della piccola nobiltà rurale. Suo padre, Sir William Askew, era un proprietario terriero. Ricevette un’educazione superiore a quella normalmente concessa alle donne del tempo, imparando a leggere e scrivere e sviluppando un forte interesse per la Bibbia.
Nel 1536 sposò Thomas Kyme, un uomo cattolico del Lincolnshire. Il matrimonio non fu felice: Anna abbracciò le idee della Riforma protestante, in particolare quelle legate alla lettura personale delle Scritture e alla negazione della dottrina cattolica della transustanziazione (la trasformazione del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo durante l’Eucaristia). Le sue convinzioni religiose portarono a forti contrasti con il marito, che alla fine la ripudiò.
Separatasi dal marito, Anna si trasferì a Londra, dove entrò in contatto con ambienti riformati vicini alla corte di Enrico VIII. In quegli anni l’Inghilterra era in una fase di grande instabilità religiosa: ufficialmente separata da Roma, ma ancora legata a molte dottrine cattoliche tradizionali.
Nel 1545 venne arrestata con l’accusa di eresia ed interrogata sulle sue convinzioni, in particolare sulla sua interpretazione simbolica dell’Eucaristia.
Rilasciata temporaneamente, fu arrestata di nuovo nel 1546.
Durante il secondo arresto subì torture nella Torre di Londra — un fatto eccezionale per una donna di rango sociale elevato. Le autorità cercavano di farle denunciare altri simpatizzanti protestanti, forse anche figure vicine alla regina Caterina Parr, l’ultima moglie di Enrico VIII, sospettata di simpatie riformate. Anna si rifiutò di fare nomi.
A causa delle torture, non era più in grado di camminare e fu trasportata su una sedia al luogo dell’esecuzione. Il 16 luglio 1546 fu bruciata sul rogo a Smithfield, Londra, insieme ad altri tre protestanti.
Aveva solo 25 anni.
L’importanza storica di Anna Askew è legata soprattutto ai suoi scritti autobiografici:The First Examination of Anne Askew (1546), The Latter Examination of Anne Askew (1547).
In queste opere, pubblicate dal riformatore John Bale dopo la sua morte, Anna racconta i propri interrogatori. I testi sono preziosi perché rappresentano una rara voce femminile del periodo della Riforma inglese.
Caratteristiche principali delle sue opere sono uso abile della Scrittura per difendere le proprie posizioni teologiche, ironia e fermezza nel rispondere agli inquisitori. Tutto contraddistinto da una forte consapevolezza della propria fede e del significato del martirio e da un rifiuto della sottomissione intellettuale alle autorità religiose maschili.
Scrisse anche alcune poesie religiose, tra cui una famosa ballata composta in prigione, in cui esprime la propria fiducia in Dio di fronte alla morte imminente.
Anna Askew è considerata una martire protestante, prima tra le donne inglesi ad aver pubblicato un testo autobiografico, simbolo della resistenza religiosa e dell’autonomia intellettuale femminile.
Una figura chiave per comprendere le tensioni religiose negli ultimi anni del regno di Enrico VIII.
La sua storia fu ampiamente diffusa nei testi protestanti successivi, in particolare nel Book of Martyrs di John Foxe, contribuendo alla costruzione della memoria protestante inglese.

