Il Premio Campiello è uno dei più importanti premi letterari italiani.
Il Premio Campiello nasce nel 1962 per iniziativa degli Industriali del Veneto, riuniti nell’allora Confindustria Veneto (oggi Fondazione Il Campiello).
L’idea era di promuovere la narrativa italiana contemporanea, creando un premio alternativo al Premio Strega e valorizzare il ruolo della cultura anche nel mondo imprenditoriale
Il nome “Campiello” richiama le piazzette veneziane, simbolo di incontro e scambio culturale.
La prima edizione (1963) fu vinta da Primo Levi con La tregua.
Nel tempo il Campiello ha introdotto elementi distintivi:
- Giuria dei Letterati – composta da critici, scrittori e studiosi che selezionano i finalisti.
- Giuria dei Trecento Lettori Anonimi – cittadini comuni scelti in tutta Italia che votano il vincitore.
Questo sistema è stato pensato per rendere il premio meno “elitario” ed avvicinare pubblico e critica
Nel corso degli anni sono state create nuove categorie:
- Premio Campiello (narrativa italiana)
- Campiello Giovani (dal 1996, per autori tra i 15 e i 22 anni)
- Premio Opera Prima
- Premio Fondazione Il Campiello (alla carriera)
La premiazione finale si tiene tradizionalmente al Teatro La Fenice di Venezia, in settembre, ed è diventata un evento culturale di grande prestigio, spesso trasmesso in televisione.
Nel corso dei decenni il Campiello ha premiato molti grandi autori italiani. Ecco alcuni tra i più noti:
- Primo Levi (1963) – La tregua
- Mario Rigoni Stern (1979) – Storia di Tönle
- Gesualdo Bufalino (1988) – Le menzogne della notte
- Dacia Maraini (1990) – La lunga vita di Marianna Ucrìa
- Antonio Tabucchi (1991) – Sostiene Pereira
- Margaret Mazzantini (2002) – Non ti muovere
- Sandro Veronesi (2006) – Caos calmo
- Melania G. Mazzucco (2003) – Vita
- Michela Murgia (2010) – Accabadora
- Benedetta Tobagi (2023) – La Resistenza delle donne
Molti vincitori hanno poi ottenuto riconoscimenti internazionali e grande successo editoriale.
Oggi il Premio Campiello è uno dei premi letterari più autorevoli in Italia, mantiene una forte identità indipendente e continua a rappresentare un punto di incontro tra cultura, impresa e società civile.

