Ci sono terre che il cinema sceglie come semplici scenografie e altre che, invece, diventano personaggi. La Basilicata appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Le sue montagne aspre, i paesi arroccati, i calanchi modellati dal vento e soprattutto gli antichi Sassi di Matera hanno offerto ai registi di tutto il mondo molto più di uno sfondo naturale: hanno fornito un’anima, una memoria e una forza narrativa difficili da trovare altrove.
Per molti decenni la Basilicata è rimasta ai margini della grande industria cinematografica italiana. Considerata una regione periferica, poco conosciuta e lontana dai grandi circuiti culturali, sembrava destinata a rimanere fuori dall’immaginario del cinema nazionale. Eppure proprio questa apparente marginalità si è trasformata nel suo punto di forza. L’autenticità dei suoi paesaggi, la luce intensa, l’architettura scavata nella roccia e il silenzio dei suoi borghi hanno conquistato registi italiani e internazionali, rendendo la regione uno dei set più affascinanti d’Europa.
Matera: una città fuori dal tempo
Se esiste un luogo che ha cambiato il destino cinematografico della Basilicata, questo è Matera.
I suoi Sassi, abitazioni scavate nella roccia e abitate fin dalla preistoria, possiedono una forza visiva unica. Camminando tra vicoli, scale e grotte si ha l’impressione di attraversare secoli di storia in pochi metri. Non sorprende che molti registi abbiano visto in questo scenario la rappresentazione perfetta della Gerusalemme antica.
Negli anni Sessanta Pier Paolo Pasolini fu tra i primi a intuire le straordinarie potenzialità cinematografiche della città. Il suo Il Vangelo secondo Matteo trasformò Matera nella Palestina del tempo di Cristo, sfruttando la severa bellezza del paesaggio lucano per raccontare una delle pagine più importanti della tradizione cristiana. Quel film segnò una svolta: Matera entrò definitivamente nella geografia del grande cinema.
Da allora la città ha continuato ad attirare produzioni internazionali. Mel Gibson la scelse per The Passion of the Christ, confermandone la straordinaria capacità evocativa. Anni dopo, No Time to Die, il venticinquesimo film dedicato a James Bond, portò nuovamente la Basilicata sotto i riflettori del cinema mondiale. Le spettacolari sequenze girate tra i vicoli di Matera mostrarono come un luogo profondamente antico potesse diventare anche lo scenario perfetto per il cinema d’azione contemporaneo.
Questa straordinaria versatilità rappresenta una delle caratteristiche più sorprendenti del territorio lucano: capace di essere insieme città biblica, borgo medievale e ambientazione moderna.
Oltre Matera: una regione tutta da scoprire
Ridurre il cinema lucano alla sola Matera sarebbe però un errore.
La Basilicata offre una varietà di paesaggi rara nel panorama italiano. Le Dolomiti Lucane, con le loro guglie di roccia, sembrano appartenere a un paesaggio fantastico. I calanchi dell’entroterra ricordano ambientazioni lunari. I boschi del Pollino, i laghi montani, le coste tirreniche e ioniche, i piccoli centri storici custodiscono atmosfere che il cinema ha progressivamente imparato a valorizzare.
Registi e direttori della fotografia hanno trovato nella regione una luce naturale particolarmente intensa, capace di conferire alle immagini una forza espressiva quasi pittorica. È una luce che cambia continuamente, passando dalle tonalità dorate delle colline ai forti contrasti delle rocce calcaree, fino alle ombre profonde dei vicoli scavati nella pietra.
Non è soltanto il paesaggio a rendere unica la Basilicata, ma il rapporto armonioso tra uomo e natura, tra architettura e territorio, tra memoria storica e vita contemporanea.
Il cinema come riscatto culturale
Per lungo tempo la Basilicata è stata raccontata attraverso immagini di povertà, isolamento ed emigrazione. Molti ricordano ancora il libro di Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, che contribuì a denunciare le difficili condizioni di vita del Mezzogiorno negli anni Trenta.
Il cinema, pur senza cancellare quella memoria, ha progressivamente costruito una narrazione diversa. La Basilicata è diventata sinonimo di autenticità, bellezza, spiritualità e patrimonio culturale.
Questo cambiamento ha avuto effetti importanti anche sul turismo e sull’economia regionale. Ogni grande produzione cinematografica ha contribuito a far conoscere il territorio a milioni di spettatori nel mondo, trasformando molti luoghi di ripresa in mete di viaggio.
Il cosiddetto cineturismo rappresenta oggi una delle forme più interessanti di valorizzazione culturale della regione. Sempre più visitatori scelgono la Basilicata per rivivere le atmosfere dei film che hanno amato, percorrendo gli stessi vicoli, le stesse piazze e gli stessi paesaggi visti sul grande schermo.
Gli artisti lucani
Il cinema lucano non è fatto soltanto di paesaggi. Esiste anche una generazione di artisti che ha saputo raccontare questa terra dall’interno.
Tra questi spicca Rocco Papaleo, attore, regista e musicista originario di Lauria. Con Basilicata Coast to Coast ha realizzato una delle più belle dichiarazioni d’amore alla sua regione. Il film racconta il viaggio di quattro amici che attraversano la Basilicata a piedi, trasformando il cammino in un’occasione per riscoprire il valore dell’amicizia, della lentezza e della bellezza dei luoghi.
Papaleo evita ogni retorica folkloristica. La sua Basilicata è autentica, ironica, malinconica e profondamente umana. È una terra che non ha bisogno di effetti speciali per emozionare.
Accanto a lui, molti altri professionisti – attori, tecnici, scenografi, musicisti e produttori – hanno contribuito negli ultimi decenni alla crescita di un’identità cinematografica regionale sempre più riconoscibile.
La Basilicata e il futuro del cinema
Negli ultimi anni la Basilicata ha investito con convinzione nella produzione audiovisiva attraverso la Lucana Film Commission, favorendo l’arrivo di produzioni italiane e straniere, sostenendo giovani registi e promuovendo il territorio come laboratorio creativo.
L’obiettivo non è soltanto attrarre grandi produzioni internazionali, ma costruire un vero sistema culturale capace di valorizzare il talento locale, creare occupazione qualificata e raccontare la Basilicata attraverso nuove forme di narrazione.
L’esperienza di Matera, proclamata Capitale Europea della Cultura nel 2019, ha dimostrato come cultura, cinema e turismo possano diventare strumenti di sviluppo economico e sociale.
Una terra che racconta storie
Il cinema ha insegnato al mondo che la Basilicata non è una regione da attraversare in fretta, ma un luogo da ascoltare.
Ogni pietra dei Sassi di Matera, ogni strada di un piccolo borgo, ogni vallata battuta dal vento custodisce una storia pronta a diventare racconto cinematografico. È forse questa la vera ricchezza del cinema lucano: non limitarsi a mostrare paesaggi di straordinaria bellezza, ma trasformare quei luoghi in emozioni, memoria e identità.
La Basilicata continua a essere una terra di silenzi, ma è proprio in quei silenzi che il cinema ha trovato una delle sue voci più autentiche. Qui la macchina da presa non registra soltanto immagini: cattura il tempo, la storia e l’anima di una regione che, da periferia dimenticata, è diventata uno dei simboli più suggestivi del cinema contemporaneo.
Il cinema lucano dimostra che le grandi storie possono nascere anche nei luoghi più appartati. Anzi, forse è proprio lì, lontano dal rumore delle metropoli, che il cinema ritrova la sua essenza più profonda: raccontare l’uomo, la sua memoria e il paesaggio che lo ha formato. È questo il dono che la Basilicata continua a offrire al grande schermo e agli spettatori di tutto il mondo.
