Con Scandale! Gainsbourg (edito da PaginaUno nella collana In utero), la storica e divulgatrice Jennifer Radulović compie un’operazione letteraria straordinaria: si allontana temporaneamente dai saggi puramente storici per firmare una biografia viscerale, appassionata e struggente dell’ultimo vero “poeta maledetto” del XX secolo, Serge Gainsbourg.
Scritto in occasione del cinquantennale della celebre e scandalosa canzone Je t’aime… moi non plus, questo libro non è una fredda cronologia di successi discografici, ma un vero e proprio viaggio nell’anima scossa e tormentata di un genio indomabile.
La definizione che l’autrice dà del protagonista è forse la sintesi più folgorante dell’intera opera: Gainsbourg è «un uomo alluvionato nell’anima».
Il saggio ne ripercorre la parabola umana e artistica partendo dalle sue origini più intime:
Figlio di immigrati russi di origine ebraica, Gainsbourg cresce tra le luci e le ombre di Pigalle, portandosi dietro per tutta la vita le ferite della guerra, delle leggi razziali e di un senso di inadeguatezza estetica che lo tormenterà sempre, trasformandosi però nella sua arma di seduzione più letale. Dallo scandalo internazionale che coinvolse persino il Vaticano con Je t’aime… moi non plus, fino alle provocazioni televisive e alle brucianti ballate intrise di cinismo e fragilità, il libro mostra come per Serge l’arte e la provocazione fossero l’unico modo possibile per stare al mondo.Il testo è anche, inevitabilmente, una bellissima e tormentata storia d’amore. Il legame con la sua musa assoluta, Jane Birkin, viene sviscerato senza voyeurismo, ma con una delicatezza e una profondità psicologica rare.
Jennifer Radulović non si limita a studiare il suo soggetto: ci dialoga, lo evoca, ne condivide idealmente le atmosfere. L’autrice stessa vive e scrive di notte, fuma il sigaro e sembra possedere la chiave d’accesso perfetta per sintonizzarsi sulla stessa frequenza d’onda malinconica e geniale di Gainsbourg. Questa vicinanza spirituale si riflette in una prosa densa, poetica, quasi lirica. Il libro indaga splendidamente lo sdoppiamento della personalità dell’artista. Da un lato il timido, coltissimo e sensibilissimo compositore (capace di unire musica pop e riferimenti letterari altissimi), dall’altro il suo alter ego autodistruttivo, cinico e perennemente ubriaco, “Gainsbarre”, nato per difendersi dal dolore del mondo. In Italia la figura di Gainsbourg è spesso ridotta al solo binomio sesso-scandalo. Radulović restituisce al lettore la figura di un intellettuale raffinatissimo, uno dei compositori più prolifici e influenti della storia della musica contemporanea, capace di spaziare dal jazz al pop, dal reggae alla classica.
È il ritratto potente di un uomo che ha fatto dell’estetica e della provocazione la propria religione, scritto da un’autrice che ha saputo catturarne lo spirito ribelle ed elegante con rara e commovente maestria.
