Papa Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini (1897–1978), è stato una delle figure più complesse, acute e decisive per la Chiesa cattolica del Novecento. Canonizzato nel 2018 da Papa Francesco, il suo pontificato ha guidato la Chiesa nel delicato passaggio attraverso la modernità contemporanea.
Nato a Concesio (Brescia) il 26 settembre 1897 in una famiglia di forte tradizione cattolico-sociale, viene ordinato sacerdote nel 1920.
Entra ben presto nel servizio diplomatico della Santa Sede e per oltre trent’anni lavora alla Segreteria di Stato. Dal 1925 al 1933 è assistente ecclesiastico della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, formando un’intera generazione di futuri dirigenti politici e intellettuali democratici (tra cui Aldo Moro). Durante il pontificato di Pio XII è Sostituto alla Segreteria di Stato, coordinando gli aiuti della Santa Sede ai perseguitati dal nazifascismo, agli ebrei e ai profughi di guerra.
Nel 1954 Pio XII lo nomina Arcivescovo di Milano, la diocesi più grande d’Europa. Montini si rivela un pastore dinamico e moderno. Viene ribattezzato “l’arcivescovo dei lavoratori” per la sua vicinanza alle periferie industriali, alle fabbriche e al mondo operaio nel pieno del boom economico. Promuove la costruzione di oltre cento nuove chiese per i quartieri periferici e avvia la celebre “Missione di Milano” del 1957 per riavvicinare i lontani dalla fede. Nel primo concistoro di Papa Giovanni XXIII (1958), è il primo della lista a essere creato Cardinale.
Eletto Papa il 21 giugno 1963 dopo la morte di Giovanni XXIII, sceglie il nome di Paolo in omaggio all’Apostolo delle genti, a indicare la sua vocazione missionaria e dialogante.
Chiusura del Concilio Vaticano II
1963–1965
Riprende e guida con mano ferma il Concilio, portandolo a conclusione nel dicembre 1965 ed evitando spaccature tra le correnti riformatrici e quelle conservatrici.
Pellegrino nel mondo
1964–1970
Diventa il primo Papa dell’era moderna a viaggiare in aereo: storico lo scambio di abbracci a Gerusalemme con il Patriarca ecumenico Atenagora (1964) e il discorso all’ONU a New York (1965).
Riforma liturgica e curiale
1967–1969
Introduce la riforma della Messa nelle lingue nazionali (1969), riorganizza la Curia Romana e stabilisce il limite di 80 anni per i cardinali elettori nel Conclave.
Gli anni di piombo e la morte
1978
Provato dal sequestro e dall’uccisione dell’amico Aldo Moro, a cui dedica un drammatico appello agli “uomini delle Brigate Rosse”, muore a Castel Gandolfo il 6 agosto 1978.
L’eredità intellettuale e spirituale di Paolo VI si compone di encicliche di fondamentale importanza e di un magistero focalizzato sul dialogo tra la Chiesa e il mondo moderno.
- Il dialogo e la modernità
- Ecclesiam Suam (1964): L’enciclica d’esordio sulla natura della Chiesa, in cui definisce il metodo dell’azione ecclesiale con la celebre formula: “La Chiesa deve farsi dialogo”.
- Incontro con l’arte: Nel 1964 incontra gli artisti nella Cappella Sistina e in seguito inaugura la Collezione d’Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani, ricucendo la frattura tra fede ed espressione artistica contemporanea.
- La dottrina sociale e la pace
- Populorum Progressio (1967): Considerata la “magna charta” dello sviluppo umano intero. Montini vi afferma che “lo sviluppo è il nuovo nome della pace” e denuncia le disuguaglianze economiche tra Nord e Sud del mondo.
- Octogesima Adveniens (1971): Lettera apostolica sulla giustizia sociale, l’urbanizzazione e l’impegno politico dei cristiani di fronte alle nuove ideologie.
- La vita umana e l’evangelizzazione
- Humanae Vitae (1968): Enciclica sulla regolazione delle nascite e sulla difesa della vita umana, che susciterà un ampio e vivace dibattito ecclesiale e civile.
- Evangelii Nuntiandi (1975): Esortazione apostolica considerata uno dei testi più belli del suo pontificato, in cui sottolinea che “l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri”.
Paolo VI ha guidato la Chiesa nel momento del radicale cambiamento socioculturale degli anni ’60 e ’70, consegnando al mondo un cattolicesimo aperto al confronto, capace di rinnovarsi senza smarrire le proprie radici.
