La figura di Carlo Maria Martini (1927–2012) rappresenta un unicum nella storia recente della Chiesa e della cultura contemporanea: un rigoroso esegeta gesuita diventato arcivescovo di una delle diocesi più vaste al mondo, capace di parlare con naturalezza sia ai fedeli che alla società laica.
Nato a Torino il 15 febbraio 1927, entra nella Compagnia di Gesù a soli 17 anni. La sua inclinazione naturale per lo studio e le lingue antiche lo porta a specializzarsi in esegesi biblica e critica testuale del Nuovo Testamento.
Diventa uno dei maggiori esperti internazionali del testo greco dei Vangeli e riveste incarichi accademici di grandissimo rilievo:
- Rettore del Pontificio Istituto Biblico a Roma (1969–1978).
- Rettore della Pontificia Università Gregoriana (1978–1979).
Nel dicembre 1979, Papa Giovanni Paolo II lo nomina a sorpresa Arcivescovo di Milano, consacrandolo vescovo nella Basilica di San Pietro il 6 gennaio 1980. Nel 1983 viene creato Cardinale. Il suo ingresso a Milano avviene in un periodo drammatico, segnato dal terrorismo degli “anni di piombo”. Martini assume fin da subito una statura morale e civile straordinaria: Nel 1984 si rese protagonista di un gesto simbolico indimenticabile: la consegna nelle sue mani, in Arcivescovado, di un consistente arsenale di armi da parte di un gruppo di terroristi che avevano deciso di disarmarsi e chiudere con la lotta armata. Fonda la “Cattedra dei non credenti” (1987), uno spazio pubblico di confronto tra credenti e agnostici o atei su grandi temi filosofici, etici e sociali. Promuove legami stretti con il mondo ebraico (definendo gli ebrei “i nostri fratelli maggiori”) e avvia una profonda riflessione sulla società multietnica e sul dialogo con l’Islam. Un’iniziativa rivolta soprattutto ai giovani per insegnare il metodo della lectio divina (ascolto, meditazione e attualizzazione della Sacra Scrittura).
Concluso il mandato pastorale a Milano per raggiunti limiti di età nel 2002, Martini sceglie di ritirarsi a Gerusalemme per riprendere gli studi biblici e dedicarsi alla preghiera di intercessione per la pace in Terra Santa.
I sintomi del morbo di Parkinson, di cui soffriva da tempo, si fanno via via più gravi. Nel 2008 rientra in Italia, stabilendosi presso l’Aloisianum di Gallarate, la storica casa di formazione dei Gesuiti. Qui si spegne il 31 agosto 2012. I suoi funerali nel Duomo di Milano vedono una partecipazione immensa e corale, trasversale a ogni appartenenza politica e religiosa.
L’opera di Martini comprende saggi accademici, lettere pastorali, trascrizioni di meditazioni ed esercizi spirituali, oltre a volumi divulgativi di enorme successo (pubblicati in gran parte da Bompiani, Mondadori e San Paolo).
Tra le linee guida e le opere di riferimento fondamentali si ricordano:
- Studi biblici ed esegetici Apprezzati in ambito specialistico per la rigore scientifica, tra cui spiccano la curatela dell’edizione critica del Novum Testamentum Graece (Nestle-Aland) e volumi come Il problema storico della Risurrezione negli studi recenti (1959).
- La parola alla città e le Lettere Pastorali I suoi scritti pastorali raccoglievano indicazioni per la comunità e riflessioni etiche per la cittadinanza. Tra le più note:
- In principio la Parola (1981)
- Farsi prossimo (1985), incentrata sulla carità e il volontariato.
- Effatà, apriti (1990), dedicata alla comunicazione e ai media.
- Il confronto aperto con i laici
- In cosa crede chi non crede? (con Umberto Eco, 1996): Uno scambio epistolare profondo sui fondamenti dell’etica, il senso del limite e il valore del bene comune privo di dogmatismi.
- Le Cattedre dei non credenti: Gli atti di questi incontri tematici su speranza, dolore, silenzio e giustizia costituiscono pietre miliari del pensiero politico-culturale italiano di fine Novecento.
- I testi sulla fede e la spiritualità ignazianaMartini ha applicato la struttura degli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola ai testi biblici, rendendola accessibile a milioni di lettori.
- La Scuola della Parola
- I grandi della Bibbia (riflessioni sulle figure di Abramo, Mosè, Davide, Elia)
- Conversazioni notturne a Gerusalemme (2008), un vero e proprio testamento spirituale e intellettuale sulla necessità di una Chiesa trasparente, coraggiosa e capace di rinnovamento interiore.
L’eredità di Carlo Maria Martini risiede nella capacità di coniugare il rigore dello studioso con la paternità del pastore, offrendo una testimonianza di fede vissuta non come arroccamento, ma come ricerca operosa e dialogo costante.
