Non solo una corona.

La monarchia norvegese ha radici antichissime, che affondano nell’epoca dei vichinghi e delle saghe nordiche. Intorno alle figure dei suoi antichi sovrani e alle origini della corona ruotano leggende affascinanti, tra miti di fondazione, spade leggendarie e storie di re guerrieri.
Ecco alcune delle storie e leggende più suggestive legate alla monarchia e ai re storici di Norvegia:
1. Harald Bellachioma e il giuramento dei capelli
La storia di Harald Fairhair (Harald I), considerato il primo re a unificare la Norvegia nel IX secolo, è intrisa di leggenda. Si racconta che Harald fosse innamorato di una donna orgogliosa di nome Gyda, la quale rifiutò la sua proposta di matrimonio dicendo che non lo avrebbe mai sposato finché non fosse diventato re di tutta la Norvegia. Per amore, Harald fece un giuramento solenne: giurò di non tagliarsi né pettinarsi i capelli finché non avesse completato l’impresa.
Dopo anni di sanguinose battaglie, nel 872 d.C. Harald trionfò nella celebre Battaglia di Hafrsfjord, unificando i vari piccoli regni in un’unica nazione. Solo allora si tagliò la chioma fluente, rivelando una capigliatura così splendente da fargli guadagnare l’appellativo di Bellachioma (Hårfagre).
2. Sant’Olaf e il serpente di Seljord
Olaf II di Norvegia (Olaf il Santo, re dall’XI secolo) è una delle figure più venerate e avvolte nel mito del paese. La leggenda più famosa che lo riguarda non parla solo di battaglie, ma di mostri e fede.
Il mito racconta che a Seljord (nella contea di Telemark) vivesse un enorme drago o serpente marino che terrorizzava gli abitanti, ribaltando le barche e devastando le sponde del lago. Sant’Olaf si recò sul posto e, grazie alla sua forza e alla protezione divina, riuscì a catturare la creatura e a gettarla nelle profondità del lago, legandola con un incantesimo o un sortilegio affinché non potesse più nuocere.
Ancora oggi, la leggenda vive nel folklore locale: si dice che il Seljordsormen (il mostro di Seljord, una sorta di versione norvegese del mostro di Loch Ness) viva ancora in quelle acque.
3. Haakon il Buono e l’albero di Natale (o la fine pagana)
Haakon I (X secolo), detto il Buono, fu educato alla corte cristiana d’Inghilterra ma cercò di governare su un popolo fieramente pagano. La leggenda e le cronache di Snorri Sturluson narrano del suo complesso rapporto con le tradizioni religiose.
Haakon cercò prudentemente di introdurre il cristianesimo in Norvegia, scontrandosi con la riluttanza dei nobili locali che volevano continuare a celebrare i sacrifici agli dèi norreni (gli blót). Una delle leggende associate alla sua corte riguarda la cristianizzazione delle festività invernali: fu sotto la sua influenza che i festeggiamenti pagani del Yule (il solstizio d’inverno) vennero gradualmente legati al calendario cristiano, ponendo le basi per le tradizioni festive norvegesi moderne.
4. La leggenda della spada di Stiklestad
La morte di Sant’Olaf nella celebre battaglia di Stiklestad (1030) è circondata da elementi miracolosi tramandati nelle saghe islandesi e norvegesi.
Durante la battaglia, prima di soccombere ai nemici locali, Olaf brandisse la sua leggendaria spada, nota come Hǫndr (o Kvernbit, capace persino di tagliare una macina di mulino in due). Subito dopo la sua morte, iniziarono a verificarsi eventi miracolosi sul campo di battaglia: i ciechi riacquistarono la vista toccando il suo sangue, e la natura stessa sembrò piangere la sua scomparsa con eclissi e fonti d’acqua miracolose che sgorgavano dove il suo corpo era stato nascosto.

Questo evento trasformò il re guerriero nel patrono eterno della Norvegia.

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