L’ultima consorte del re.

Catherine Parr (1512–1548) è passata alla storia come la sesta e ultima moglie di Enrico VIII d’Inghilterra, oltre che la regina consorte che gli è sopravvissuta. La sua figura va tuttavia ben oltre l’immagine stereotipata dell’infermiera devota che accudì il sovrano anziano e malato nei suoi ultimi anni: fu una donna di straordinaria cultura, una diplomatica abile e la prima donna ad aver pubblicato un libro in lingua inglese sotto il proprio nome.


Nata intorno al 1512, Catherine prese il nome dalla sua madrina, Caterina d’Aragona (prima moglie di Enrico VIII, presso la cui corte la madre di Catherine prestava servizio). Ricevette un’istruzione eccezionale, apprendendo latino, francese, italiano e italiano umanistico, oltre alle scienze e alle teologia.

Prima di sposare il re, Catherine fu sposata due volte ed entrambe le volte rimase vedova in giovane età:

  1. Sir Edward Burgh (matrimonio contratto da giovanissima, rimase vedova verso il 1532).
  2. John Neville, III barone Latimer (un ricco e influente nobiluomo del nord con cui visse gli anni turbolenti delle rivolte religiose). Alla morte di Lord Latimer, nel 1543, Catherine si ritrovò una vedova benestante e molto desiderata a corte.

All’inizio del 1543, Catherine era innamorata di Thomas Seymour (frello di Jane Seymour, terza moglie di Enrico VIII). Tuttavia, il sovrano cinquantenne pose gli occhi su di lei. Rifiutare la proposta del re era praticamente impossibile, e i due si sposarono il 12 luglio 1543 presso la cappella di Hampton Court.

Durante il matrimonio con Enrico, Catherine dimostrò grande intelligenza politica e sensibilità umana:

  • Pacificatrice di famiglia: Riuscì a riavvicinare il re ai suoi tre figli (Maria, Elisabetta ed Edoardo), convincendolo a reinserire le due figlie nella linea di successione al trono tramite l’Atto di Successione del 1544.
  • Reggente del Regno: Nel 1544, quando Enrico partì per la campagna militare in Francia, la nominò Reggente. Catherine governò l’Inghilterra con grande efficienza, gestendo finanze, provvedimenti di difesa e relazioni diplomatiche.
  • Mecenate e intellettuale: Trasformò la corte in un centro culturale e umanista, garantendo ai giovani Edoardo ed Elisabetta i migliori precettori riformatori dell’epoca.

Catherine era una fervente sostenitrice della Riforma protestante. Raccolse attorno a sé un cerchio di teologi e pensatori riformati e pubblicò opere devozionali di grande successo:

  • Prayers or Meditations (1545)
  • Lamentation of a Sinner (pubblicato nel 1547), in cui espresse apertamente concetti di teologia protestante.

Questa sua vicinanza al protestantesimo la rese il bersaglio della fazione cattolica conservatrice a corte, guidata dal vescovo Stephen Gardiner. Nel 1546, i suoi nemici convinsero un irascibile Enrico VIII a firmare un mandato d’arresto per eresia nei confronti della regina. Informata in tempo della congiura, Catherine si presentò al re e usò tutta la sua diplomazia, affermando che se discuteva di teologia con lui era solo per apprendere dalla sua superiore saggezza e per distoglierlo dai dolori fisici della gotta. Enrico si placò e, quando le guardie arrivarono per arrestarla, il re le scacciò adirato.


Enrico VIII morì nel gennaio del 1547. Pochi mesi dopo, Catherine sposò finalmente l’uomo che aveva amato prima del re, Thomas Seymour, diventando Lord Ammiraglio.

La regina vedova accolse nella propria casa la giovane principessa Elisabetta (la futura Elisabetta I). Tuttavia, la situazione personale si complicò a causa dei comportamenti inopportuni e delle attenzioni ambigue che Thomas Seymour riservava alla giovane Elisabetta, tanto che Catherine dovette allontanare la principessa per proteggerla.

Nell’estate del 1548, all’età di 36 anni, Catherine rimase incinta per la prima volta e diede alla luce una bambina, Mary Seymour. Purtroppo, pochi giorni dopo il parto, il 5 settembre 1548, Catherine morì a causa della febbre puerperale nel castello di Sudeley, dove è sepolta tutt’oggi.

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