Quando Elizabeth Alexandra Mary nacque, la mattina presto del 21 aprile 1926 in una dimora al numero 17 di Bruton Street a Mayfair (Londra), nessuno immaginava che un giorno avrebbe cinto la corona britannica. All’epoca era soltanto la figlia primogenita del principe Alberto, duca di York, secondo figlio maschio di re Giorgio V. La piccola Elisabetta, chiamata affettuosamente in famiglia “Lilibet”, crebbe lontano dai riflettori della successione diretta, educata tra le mura domestiche insieme alla sorella minore Margaret.
La svolta del suo destino giunse nel dicembre 1936, a soli dieci anni. Suo zio, re Edoardo VIII, decise di abdicare per sposare la pluri-divorziata statunitense Wallis Simpson. Il padre di Elisabetta fu catapultato sul trono con il nome di Giorgio VI, rendendo improvvisamente la giovane principessa l’erede presuntiva della corona britannica.
Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939, la famiglia reale scelse di rimanere al fianco del popolo britannico. Nonostante le proposte di evacuare le principesse al sicuro in Canada, la regina madre pronunciò la celebre frase: “I bambini non se ne andranno senza di me. Io non me ne andrò senza il Re. E il Re non se ne andrà mai”.
Nel 1940, a quattordici anni, Elisabetta tenne il suo primo celebre discorso radiofonico per il programma della BBC Children’s Hour, rivolgendosi ai bambini sfollati dalle città a causa dei bombardamenti.
Raggiunti i 18 anni, nel 1945, volle fare la sua parte in modo pratico: entrò nell’Auxiliary Territorial Service (ATS), il ramo femminile dell’esercito britannico. Lì venne addestrata come autista e meccanico, imparando a riparare i motori degli autocarri militari e qualificandosi con il grado di comandante onorario Junior. Fu l’unica donna della famiglia reale a servire nelle forze armate durante il conflitto.
Il 20 novembre 1947, Elisabetta sposò nella storica Abbazia di Westminster il tenente Philip Mountbatten, ex principe di Grecia e Danimarca, che per l’occasione ricevette dal sovrano il titolo di Duca di Edimburgo. Un unione destinata a durare oltre 73 anni, fino alla scomparsa di Filippo nell’aprile 2021. Dalla loro unione nacquero quattro figli: Carlo (1948), Anna (1950), Andrea (1960) ed Edoardo (1964).
Il 6 febbraio 1952, mentre la principessa si trovava in Kenya per un viaggio ufficiale in sostituzione del padre (la cui salute era gravemente compromessa), giunse la notizia della prematura scomparsa di re Giorgio VI. Elisabetta, a soli 25 anni, apprese di essere diventata regina mentre alloggiava nel Treetops Hotel, immersa nella natura africana.
L’incoronazione si tenne il 2 giugno 1953 a Westminster Abbey. Fu un evento epocale non solo sul piano politico, ma anche mediatico: per volere della stessa sovrana, la cerimonia fu trasmessa in diretta televisiva, consentendo a oltre 20 milioni di persone in tutto il mondo di assistere per la prima volta a un rito di tale sacralità.
Il regno di Elisabetta II è stato il più lungo della storia britannica (70 anni e 214 giorni), attraversando la trasformazione dell’Impero britannico nel Commonwealth delle nazioni, l’era della Guerra Fredda, l’ingresso e la successiva uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, fino alla pandemia del 2020. Ha visto alternarsi ben 15 Primi Ministri britannici — da Winston Churchill a Liz Truss — e 14 Presidenti degli Stati Uniti.
Tra le pagine più dolorose del suo percorso vi fu il 1992, da lei definita l’“annus horribilis”, segnato dai fallimenti matrimoniali dei tre figli (incluso il turbolento divorzio tra Carlo e la principessa Diana) e dal tragico incendio che devastò parte del castello di Windsor. Successivamente, nel 1997, la drammatica scomparsa di Lady Diana a Parigi mise a dura prova la tenuta della monarchia nei confronti dell’opinione pubblica, spingendo la regina ad adattare la corona alle sensibilità dell’era moderna.
Nonostante le tempeste mediatiche, il rispetto verso la sua figura rimase incrollabile, consacrato nei festeggiamenti del Giubileo di Platino nel giugno 2022.
Elisabetta II si è spenta serenamente l’8 settembre 2022, all’età di 96 anni, nella sua amata residenza scozzese del Castello di Balmoral. Pochi giorni prima, il 6 settembre, aveva svolto il suo ultimo atto formale ricevendo il nuovo Primo Ministro per il passaggio di consegne.
La sua figura è passata alla storia come il simbolo della tenuta istituzionale, del senso del dovere e della continuità britannica attraverso quasi un secolo di stravolgimenti globali.

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