Viviamo in un’epoca in cui il nostro volto ha trovato dimora negli schermi, riducendosi spesso a una sintesi di icone, simboli e segni patinati e pertanto abbiamo imparato ad esporre un’identità costruita, filtrata e calibrata per sostenere lo sguardo altrui, scivolando in una sottile e costante alienazione che ci allontana dall’incontro autentico.
È proprio in questa zona di confine, fragile e inquieta del nostro presente, che si radica la ricerca artistica di Rosario Oliva, protagonista della mostra personale AL-TER, ospitata nelle sale della CathArt Gallery di Varese.
Curato dalla straordinaria Carla Pugliano, artista, direttrice della galleria e figura di spicco nel panorama culturale contemporaneo, e con un intenso intervento critico firmato dalla storica dell’arte e curatrice Giulia Bonetti, l’evento rappresenta un appuntamento imperdibile per gli amanti dell’arte contemporanea.
Un percorso espositivo di respiro internazionale che arriva a Varese forte di prestigiosi riconoscimenti, tra cui il recente approfondimento critico dedicato all’opera Identity nel Padiglione Nazionale di Grenada alla 61ª Biennale Arte di Venezia e la pubblicazione nell’Atlante dell’Arte Contemporanea 2026 (edito da Giunti, edizione speciale MoMA).
Il percorso della mostra si snoda tra digitale, silenzi e materia.
Tutto il nucleo originario di AL-TER, il cui termine che dal latino evoca il doppio, l’alter ego, ma anche la mutazione e l’alterazione, nasce proprio dalla frattura e dal punto di rottura tra chi siamo e come ci autorappresentiamo.
Nelle tele del maestro Oliva, i volti affiorano attraverso sovrapposizioni e slittamenti, oscillando mirabilmente in bilico fra precisione e dissoluzione: l’artista, forte di una straordinaria carriera nel campo della creatività digitale e docente alla NABA, non guarda alla tecnologia come a un rifugio nostalgico, ma fonde la cultura dei pixel con la fisicità della materia pittorica (acrilico, olio e carboncino), dando vita a un linguaggio in perfetto equilibrio tra figurazione e astrazione.
Tuttavia, la mostra sa aprirsi a dimensioni più rarefatte e meditative attraverso cui, accanto ai lavori legati all’ipervisibilità digitale, il visitatore incontra i “luoghi sospesi” composti da spazi mentali fatti di echi urbani, orizzonti dilatati e oggetti carichi di un’assenza irrisolta, come una sedia solitaria che custodisce le tracce del passaggio umano.
A completare questa polifonia visiva vi sono le opere a carboncino, dove il segno si riduce all’essenziale in un rigoroso dialogo primario tra nero, bianco e superficie, ridisegnando i confini stessi della traccia e della memoria.
L’esposizione aprirà ufficialmente le porte al pubblico con l’inaugurazione prevista per sabato 19 settembre 2026, alle ore 17:30, ma il calendario degli eventi legati alla mostra verrà ulteriormente arricchito da un appuntamento dal vivo di straordinario fascino: sabato 26 settembre, sempre alle 17:30, Rosario Oliva sarà protagonista di uno sketch live, offrendo agli astanti la rara opportunità di osservare in diretta la genesi del suo gesto creativo.
Un invito aperto a rallentare il tempo, a riscoprire la quiete e a interrogarsi, per mezzo della bellezza dell’arte, sul senso profondo del nostro abitare il presente.
Sarà possibile visitare la mostra, ad ingresso libero, dal 19 al 30 settembre 2026 con i seguenti orari di apertura:
Martedì – venerdì: 16:30 – 18:30
Sabato: 10:30 – 12:00 / 15:30 – 18:30
Domenica: 15:30 – 18:30
Non perdete l’occasione di ammirare l’infinito con gli occhi di un artista dalla mente senza confini.

