C’era una volta il Capitano, l’immersione mistica nel “Pupone” immortale, l’icona di una romanità quasi sacra che, una volta tolti gli scarpini, pensava di poter continuare a vivere di rendita tra un c-azzeggio mediatico e l’altro. Poi, come da titolo programmatico, arriva Oltre: ed è subito tragedia greca da sagra di paese, dove a mancare non sono i colpi di scena, ma la decenza.
Uno si ritira dal campo e gli succede di tutto: melodrammi casalinghi, Rolex sottratti come manco in un Bignami di Suburra, comunicati stampa congiunti che durano lo spazio di un mattino e una sfilza di corna reciproche che ormai fanno concorrenza a una mandria di alci. E siccome la sobrietà è un optional sconosciuto ai nostri eroi, tocca pure sorbirsi il resoconto letterario di questa Via Crucis mediatica.
Ovviamente, nel grande risiko dello scaricabarile, Totti non risparmia pestilenze e corna neanche alla sua ex dolce metà, l’immancabile Ilary Blasi. Tra frecciatine, silenzi di tomba strategici e tentativi maldestri di passare per la vittima intonsa del focolare, la linea è chiara: dipingere la conduttrice come l’architetto del male coniugale, dimenticandosi però che in due si sbaglia e, soprattutto, in due si incassa.
Perché qui sta il vero capolavoro, la beffa cosmica che urla al cielo: la presunta, sbandierata, straziante sofferenza familiare si è trasformata in una monetizzazione becera, sistematica e senza tregua.
Dal dolore straziante ai titoli dei giornali, dai documentari sulle piattaforme streaming alle interviste-fiume, fino all’ennesimo libro a tavolino. Ogni lacrima versata in favore di telecamera è stata sapientemente quotata in borsa; ogni piatto rotto, ogni Rolex trafugato e ogni corna scoperta sono diventati materiale da cash-flow. Si stracciano le vesti parlando di privacy violata e drammi dei figli, salvo poi svendere ogni singolo dettaglio della propria intimità al miglior offerente editoriale o televisivo.
Alla fine, il vero “Oltre” raggiunto da questa soap opera infinita non è la maturità o la rinascita dopo il ritiro, ma il confine oltre il quale il cattivo gusto incontra il marketing aggressivo. Ci raccontano la favola amara dei cuori infranti, ma l’unica cosa che non si è mai spezzata in tutta questa storia è il conto in banca. Anzi, a giudicare da quanto rendono le disgrazie coniugali, non è mai stato così in salute.
Pensi che si possa toccare il fondo del circo mediatico, e invece scopri che c’è sempre un nuovo capitolo da comprare in libreria.
