Nel mese mariano vorrei soffermare la mia attenzione, anche a seguito della recente festa del Belvedere, sulla figura della vergine nel paese. Questa domenica tocca alla Chiesa Madre. Su di essa, di cui avevo accennato qualche tempo fa, potete trovare sotto il link per scoprire le sue opere, la storia e la struttura.
https://dadaabovetheclouds.com/2024/02/25/chiesa-madre-ss-pietro-e-paolo-oppido-lucano
La struttura custodisce al suo interno opere di interessante e pregevole fattura.

Sulla parete destra,si trovava qualche anno fa,la tela della Madonna del Carmelo, incoronata da due putti. La Vergine è in mezzo ai santi Carlo Borromeo e Pietro Martire, vegliati da due angeli. San Carlo regge una grande croce, mentre San Pietro con il simbolo del suo martirio. Sotto le anime del purgatorio che chiedono grazia. La tela è opera di Giovanni Donato Oppido, pittore materano attivo dal 1601 al 1632. In questo quadro la Vergine appare solenne e celestiale nella sua dimensione. Sono evidenti le tecniche utilizzate nel 1600 come la staticità e la posa statuaria delle figure. Celebra la santità della Vergine e la sua incoronazione.

E’ anche presente una tela della Vergine con il bambino intenta ad allattare, sempre con ai lati due angeli. In prossimità dei suoi piedi i santi Gaetano e Antonio. Maria è dolce e delicata nella sua espressione e la stessa posa ne risulta la morbidezza dei lineamenti e la tenerezza dell’atto materno. Del quadro non ci è stato tramandato l’autore ma con molta probabilità la sua datazione è quasi contemporanea con l’opera precedente.
Nella parete sinistra del capellone vi è una madonna più classica.

Maria, in versione solenne, si trova a fianco il figlio, seduto su una nuvola. Madre e figlio sono attorniati da angeli e putti, di cui uno regge un foglio con una lode. Ai piedi della Vergine San Francesco Saverio in estati. Anche in questo caso, l’autore è sconosciuto ma la datazione è possibile collocarla attorno al 1500, secondo incisione in fondo alla struttura. Tra l’altro la stessa cornice ne suggerisce una possibile collocazione temporale, secondo gli stili dell’epoca.
Vi è poi una tela, probabilmente la più antica dell’edificio religioso, probabilmente presente in altra struttura e trasportata successivamente.

Essa rappresenta, nonostante il segno del tempo, una Vergine delicata, dallo sguardo penetrante e materno. Abbracciata al figlio, quasi guancia contro guancia rendendo umana attraverso un gesto altrettanto umano la figura della madre di Gesù.
Questo percorso d’arte mariana nelle chiese oppidesi vuole essere un omaggio ad una figura a cui la popolazione e la stessa fede cattolica sono devoti con fervore e trasporto.
In Maria molti fedeli vedono la madre di tutte le madri e il suo culto sentito si percepisce nelle tante opere d’arte che la raffigurano.
Mamma straordinaria per il figlio di Dio, madre premurosa di tutta l’umanità.

Splendido post, soprattutto nella parte finale.
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grazie di cuore… è sempre un piacere ricevere un complimento da un professionista che stimo. ❤️
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