I Baci di Dama

Ma chi è questa Dama così generosa e dispensatrice di Baci che fanno letteralmente impazzire i golosi di tutta Italia?
Probabilmente una Dama che frequentava la corte dei Savoia, almeno a voler dare retta alle leggende che raccontano di come la storia dei Baci di Dama sia cominciata proprio da lì.

Allora facciamo un salto indietro nel tempo, al 1852, all’incontro di Vittorio Emanuele II con una bellissima donna, alla richiesta fatta al cuoco di Casa Savoia di creare un nuovo dolce da offrire in dono a questa Dama di cui il Re si era invaghito.

Da questa ispirazione regale nasce la voluttuosa specialità che tutti amiamo, con le due pepite friabili che ricordano due labbra nell’atto di dare un bacio.

C’è anche una versione “censurata” della storia, ovvero senza una Dama a fare da Musa ispiratrice, forse per non alimentare scandali a Corte.

In questa variante c’è un Re goloso, sempre lo stesso, e un cuoco che si mette all’opera per soddisfare i suoi capricci e preparare un dolce completamente nuovo, dal sapore e dalla forma diversi da tutti quelli già conosciuti. Che tuttavia, a voler dare credito ad altre fonti, così nuovo poi non era.

Vi è anche un’ulteriore e suggestiva attribuzione della primogenitura dei Baci di Dama che, nel 1903, oppose Vercesi a Zanotti, il quale nell’insegna del proprio negozio promuoveva i Baci di Dama di Zanotti.

Manelli, forse all’epoca troppo giovane e ingenuo, non prese inizialmente parte alla disputa, ma quando, tornato a Novi, aprì la sua pasticceria, cominciò a reclamizzare i suoi Baci di Dama come “Creazione Manelli 1895, da non confondersi con le imitazioni”.

A ciascuno il suo, dunque: a noi la scelta di decidere quale sia il più gustoso.

Quello che importa è poter fare oggi incetta di Baci, e il bello è che anche grazie a questa storica disputa ciascuno ha i propri, alcuni tutelati da un Marchio e un Disciplinare, altri lasciati alla libera interpretazione del singolo pasticcere.

Viva tutti i gusti e le versioni!

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