Per comprendere il dramma e la complessità storica delle sorelle del Principe Filippo – Margherita, Teodora, Cecilia e Sofia – occorre guardare oltre la semplice etichetta politica. La loro traiettoria è lo specchio esatto della tragedia dell’aristocrazia europea degli anni ’30, travolta dal crollo dei vecchi imperi, dall’impoverimento e dall’illusione di riscatto offerta dal Nazionalsocialismo.
Tutte e quattro le sorelle si sposarono nell’arco di pochissimi mesi tra il 1930 e il 1931 con esponenti della più alta nobiltà germanica.
1. Margherita di Grecia (1905–1981)
- Matrimonio: Sposò il Principe Goffredo di Hohenlohe-Langenburg nel 1931.
- Legame politico: Entrambi i coniugi aderirono al NSDAP (il Partito Nazista) nel 1937. Goffredo combatté come ufficiale nell’esercito tedesco (Wehrmacht) sul fronte orientale.
- La svolta: Nel 1944, disilluso dal regime, Goffredo fu implicitamente coinvolto nel fallito attentato a Hitler (l’Operazione Valchiria) organizzato dal conte Claus von Stauffenberg. Fu congedato con disonore dall’esercito, salvandosi di fatto dalla condanna a morte.
2. Teodora di Grecia (1906–1969)
- Matrimonio: Sposò Bertoldo, Margravio di Baden.
- Legame politico: Dei quattro nuclei familiari, quello di Teodora fu il più distante dall’ideologia nazista. Il marito prestò servizio nella Wehrmacht fino a quando non fu congedato per ferita nel 1940, ma la famiglia mantenne un profilo volutamente cauto per proteggere la celebre scuola di Salem (fondata dalla loro famiglia insieme al pedagogista ebreo Kurt Hahn, poi fuggito in Scozia dove avrebbe istruito proprio Filippo).
3. Cecilia di Grecia (1911–1937)
- Matrimonio: Sposò Giorgio Donato, Erede Gran Duca d’Assia e del Reno.
- Legame politico: Sia Cecilia che il marito aderirono formalmente al Partito Nazista nel maggio del 1937.
- La tragedia: La loro storia si interruppe brutalmente il 16 novembre 1937. Un aereo su cui viaggiavano verso Londra per un matrimonio si schiantò a Ostenda a causa della nebbia. Cecilia, incinta di otto mesi, morì insieme al marito, ai due figli piccoli e alla suocera. Al tragico funerale a Darmstadt, il sedicenne Filippo marciò dietro i feretri tra bandiere con le croci uncinate e folle che salutavano a braccio teso.
4. Sofia di Grecia (1914–2001)
- Matrimonio e legame politico diretto: Sofia fu la sorella con i legami più profondi e diretti con i vertici del regime. Nel 1930 sposò il Principe Cristoforo di Assia-Kassel, che divenne un alto ufficiale delle SS (capo dell’ufficio segreto di telecomunicazioni della Luftwaffe) e un intimo collaboratore di Hermann Göring.
- I pranzi con Hitler: Nelle sue memorie inedite, Sofia raccontò di aver ospitato più volte Adolf Hitler a cena, descrivendolo inizialmente come “un uomo affascinante e modesto con grandi piani per la Germania”. La coppia chiamò persino uno dei figli Karl Adolf (in onore del Führer).
- Il tragico epilogo: Cristoforo morì nel 1943 in un misterioso incidente aereo sugli Appennini. Più tardi, Sofia ammise di aver compreso troppo tardi la natura abietta e mostruosa del nazismo.
Per analizzare storicamente la scelta delle sorelle di Filippo non bisogna pensare a un fanatismo ideologico cieco fin dal primo giorno, ma a un fenomeno di classe:
- Paura del Bolscevismo: Dopo la Rivoluzione Russa del 1917 (che aveva massacrato i Romanov, parenti stretti di Filippo e delle sorelle) e la caduta delle monarchie tedesche nel 1918, l’aristocrazia europea vedeva nel comunismo una minaccia mortale per la propria sopravvivenza. Il nazismo si presentò ingannevolmente come un “argine” d’ordine.
- L’illusione del riscatto: Le famiglie nobili tedesche, impoverite dalla prima guerra mondiale e umiliate dal Trattato di Versailles, videro in Hitler un mezzo per restaurare il prestigio della Germania (e magari, in futuro, la stessa monarchia).
- Matrimonio endogamico aristocratico: Le sorelle non scelsero “il nazismo”, scelsero principi tedeschi di altissimo rango. Furono poi i rispettivi mariti a trascinare le casate nelle maglie del regime per convenienza di potere o dovere di lealtà militare.
Per la Casa Reale britannica, la parentela di Filippo rappresentò un incubo d’immagine senza precedenti.
- Il boicottaggio del 1947: Nel novembre 1947, quando Filippo sposò l’Ereditiera al trono Elisabetta, il Regno Unito stava ancora contando i danni dei bombardamenti tedeschi. Winston Churchill e la Corte consigliarono fortemente a Re Giorgio VI di eliminare ogni presenza ingombrante. Nessuna delle tre sorelle superstiti fu invitata alle nozze. Fu un dolore immenso per Filippo, che fu costretto a rinnegare pubblicamente la sua dinastia (rinunciando ai titoli di Grecia e Danimarca e adottando il cognome materno Mountbatten).
- Il paradosso della madre: Mentre le sorelle erano legate al regime nazista, la madre di Filippo, la Principessa Alice di Battenberg, rimase ad Atene occupata e rischiò la vita nascondendo nella propria casa una famiglia ebrea (i Cohen). Per questo gesto è stata insignita del titolo di Giusto tra le Nazioni a Jerusalem.
- La riabilitazione silenziosa: Solo negli anni ’50, placata la tempesta post-bellica, la Regina Elisabetta II e Filippo reintegrarono gradualmente le sorelle nei raduni familiari privati a Balmoral e Sandringham, anche se la propaganda reale britannica cercò per decenni di stendere un velo di silenzio sul loro passato.
Filippo stesso riassunse la questione con il suo consueto pragmatismo storico anni dopo: “Capisco perché successe: c’era un senso di speranza che le cose potessero migliorare. Ma non credo che nessuno dei miei familiari fosse un convinto antisemita. Semplicemente si lasciarono catturare dal momento.”
